Le paure degli adolescenti

24.12.2018 – 19.00 – “Non ci sono più i giovani di una volta” “Quelli di oggi non hanno più valori” “Ah, ai miei tempi!”

E’ vero, non ci sono più i giovani di una volta, i tempi sono cambiati e forse nemmeno le mezze stagioni ci sono più. Ma così è e bisogna farsene una ragione.

Ho avuto modo in questi ultimi mesi di lavorare con una cinquantina di ragazzi sul tema delle paure e quello che ne è uscito è stato davvero interessante. La paura principale è quella dell’abbandono che va a braccetto con quella di deludere.

Paura di essere abbandonati dagli amici, dai genitori, dalle persone a cui si tiene di più e al contempo paura di deludere, soprattutto i genitori, per i quali  molti giovani non si sentono mai all’altezza.

Il manuale del bravo genitore non l’hanno ancora inventato e un motivo ci sarà ma ad ascoltare questi ragazzi c’è da rimanere stupefatti. Come si può competere con il fratello che è ornai all’università e va che è una meraviglia, mentre tu sei ancora un adolescente imberbe?

Cosa puoi ribattere ad un genitore che, di fronte alla tua misera pagella dove hai collezionato faticosamente dei sei, egli ti sciorina davanti agli occhi la sua pagella (da dove esca rimane un mistero) dove campeggiano in bella vista tutti nove e dieci con il timbro di uno dei licei più prestigiosi della città?

Vogliamo parlare di quando tu ritorni a casa tutto raggiante e, saltando di gioia, comunichi al genitore che incontri: “Ho preso setteeee” e ti senti rispondere: “Solo sette????”

E’ evidente che non hai speranza e anche quel po’ di entusiasmo che avevi si affloscia all’istante.

Perché è così difficile essere riconosciuti e apprezzati per quello che si è? Perché si deve sempre incorrere in confronti con il fratello, il padre, l’amica, la zia, la nonna e tutto il parentame?

E’ vero, non ci sono più i giovani di una volta. Ci sono però, sono solo diversi, hanno caratteri, peculiarità, fisionomie molto particolari. Sono delle miniere inesplorate. Hanno bisogno di sicurezze. Questo è indubbio. Ne hanno un disperato bisogno e aspettano continue conferme per credere in loro stessi.

Perché allora non fare un regalo di Natale? Regaliamo sicurezze e conferme. Decidiamo noi la confezione: 3×2, mignon, maxi, a seconda delle necessità e cerchiamo di non essere tirchi. In fin dei conti è Natale!