Italiani arrabbiati e migranti nel mirino: bilancio di fine anno

28.12.2018 – 08.30 – Viviamo un’epoca piena zeppa di contraddizioni. Siamo in periodo di Natale e si sa, dovremmo essere tutti più buoni. Eppure i cosiddetti buonisti non vengono visti in modo positivo ultimamente, nemmeno a Natale. È di questo dicembre infatti il quadro che emerge dal 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese e che racconta di un italiano non inclusivo nei confronti degli immigrati, incattivito e in preda a una specie di sovranismo psichico, come si legge nell’ articolo del Sole24Ore del 7 dicembre scorso.

“Porta al «sovranismo psichico» e al cattivismo anche l’atteggiamento di estrema delusione per la mancata difesa di interessi e identità (lo pensa il 63,6% degli italiani, e la quota sale al 72% tra chi possiede un basso titolo di studio e al 71,3% tra chi può contare solo su redditi bassi). Prendono quota in questo clima anche i pregiudizi, in particolare quelli finora considerati inconfessabili, come l’avversità ai Rom (il 69,7% degli italiani non li vorrebbe come vicini di casa), e la paura e la domanda di protezione nei confronti di alcolizzati e tossicodipendenti (accomuna il 69,4% degli italiani). Tutti «dati di un cattivismo diffuso che erige muri invisibili, ma spessi». Rispetto al futuro, il 35,6% degli italiani è pessimista perché scruta l’orizzonte con delusione e paura, il 31,3% è incerto e solo il 33,1% è ottimista.” 

Si cerca di essere più buoni e comprensivi dunque, ma non sempre ce la si fa da queste parti d’Europa: l’immagine emergente è di sconforto e preoccupazione. Scontenti della situazione di crisi in cui da anni si ritrovano a boccheggiare, gli italiani dimostrano una spiccata tendenza a cercare a tutti i costi un capro espiatorio. Questo governo di certo non aiuta e, tra notizie fake e incitazioni non molto velate all’odio verso l’immigrato, siamo testimoni di sempre più numerosi casi di violenza a sfondo “razziale”. Usiamo le virgolette perché il razzismo nasce dall’ idea che l’umanità sia divisibile e classificabile in razze, ma si sa: questo concetto è profondamente scorretto e superato. In uno studio scientifico senza precedenti, alcuni ricercatori americani, francesi e russi hanno stabilito da tempo e senza ombra di dubbio che le razze umane non esistono. In pratica è stato rilevato che ognuno di noi condivide il 99,9% del patrimonio genetico con qualsiasi altro individuo umano. Non basta purtroppo un’evidenza scientifica a estirpare un fenomeno così radicato nella storia come quello del razzismo.

Episodi di violenza razzista, decreti governativi anti-accoglienza che mettono realmente a rischio la vita di esseri umani e italiani sempre più convinti che il principale problema dello stivale sia l’immigrazione: siamo purtroppo ben lontani dal risultare buonisecondo le statistiche. Ma quali sono le maggiori contraddizioni che caratterizzano questo nostro periodo storico? La principale riguarda il fatto che l’Italia è il paese del cattolicesimo, dove i valori cristiani dovrebbero prevalere su tutto il resto. Tra questi valori, uno tra i primi è sicuramente quello dell’accoglienza. È stata menzionata per esempio una similitudine tra la Santa Famiglia e gli immigrati che si ritrovano senza casa, perseguitati e bistrattati ovunque vadano. Don Luca Favarin, parroco di Padova, su Facebook ha recentemente scritto: “quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri”.

Dovrebbe far riflettere anche il caso recente di Don Paolo Farinella, che ha chiuso la sua chiesa in provincia di Genova “per fallimento” durante tutto il periodo natalizio. Nella sua newsletter il parroco scrive che “Natale non è più cristiano: non più memoria della nascita di Gesù, ma cinico fatto commerciale, mescolato a ripetuti riti e liturgie”.  Continua Farinella parlando di Gesù come “migrante dei migranti“, come “emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nazaret, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del Negev“. Il sacerdote è convinto che i cristiani “sono complici del degrado di Natale, perché la memoria della nascita di Gesù non c’entra nulla con questo Natale, trasformato in saga paesana di abbuffate tra regali e presepi, mentre accanto ‘i poveri cristi’ muoiono di fame e freddo in mare, nei bordelli della Libia, pagati dall’Italia“.

Insomma gli italiani si dividono ancora una volta tra buonisticattivisti, due neo vocaboli che farebbero anche sorridere se l’atmosfera che respiriamo non fosse così cupa e greve. Ci si chiede come sia possibile che tutto ciò accada e quale potrà essere lo sviluppo degli eventi nel nostro bel paese. Quanto durerà questa fase di rabbia e di non integrazione del diverso? Perché sembra chiaro che il futuro del mondo sia sempre più chiaramente il multiculturalismo, la via d’uscita sembra non esserci, basta studiare la storia dell’uomo per capirlo. Quand’è che voteremo un governo illuminato che ci aiuti a mantenere le nostre radici, pur non respingendo l’altro e le ricchezze che porta con sé nella diversità?

Tra tante bruttezze concludiamo la rubrica con una bella notizia, che si spera possa servire da buon auspicio per il futuro: a Torino è stata promossa la campagna “Il razzismo non è un’opinione- è un crimine” che mira a contrastare i crimini d’odio razzisti e ad aumentarne il numero di denunce.

E come cittadini di una città multiculturale quale Trieste, ci auguriamo di poter prendere ispirazione da episodi di questo valore, per un’ Italia meno segregante e più universalmente umana.

“È tempo che i genitori insegnino presto ai giovani che nella diversità c’è bellezza e c’è forza.”  (Maya Angelou, poetessa americana e attivista per i diritti civili)