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lunedì, 8 Agosto 2022

Autovelox e multe: la Cassazione e la strada del Diritto 4.0

24.12.2018 – 15.39 – Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione torna ad occuparsi degli autovelox, gli apparecchi utilizzati per misurare la velocità dei veicoli. Il dibattito è sempre acceso e, ora, sempre riprendere nuovo vigore.

Qual è il problema? I risultati degli autovelox vengono utilizzati per irrogare le multe ai guidatori che risultano avere premuto troppo sull’acceleratore, violando il limite di velocità. Ma, trattandosi di una rilevazione tecnica piuttosto complessa, come facciamo ad essere sicuri che l’autovelox abbia rilevato correttamente la velocità? È stato verificato che funzioni bene? È stato “omologato”? È stato “tarato”? E, nel tempo, questi controlli sono stati ripetuti per essere certi che al sua funzionalità sia rimasta inalterata?

Qui nasce lo scontro: chi da’ la multa assicura che l’apparecchio funziona perfettamente e chi la multa la riceve mette invece in serio dubbio il suo funzionamento. E cosa dicono i giudici, chiamati spesso ad occuparsene a fronte di un’opposizione alla multa fatta da qualche guidatore? Il video speciale, però, non parla di autovelox …

… con gli autovelox, riprendiamo qui.

Un automobilista romano, ricevuta la multa, ha opposto che la multa “non indicava alcun dato relativamente alla omologazione ed alla taratura dell’apparecchio autovelox” e che “si limitava ad attestare che l’apparecchiatura era stata debitamente omologata e revisionata”. Quindi, ha chiesto l’annullamento del verbale. Si è infine giunti davanti alla Corte di Cassazione che ha spiegato che “tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura” e che “in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate”.

Insomma, “non è sufficiente che il verbale riporti che la violazione era stata rilevata a mezzo apparecchiatura autovelox debitamente omologata e revisionata”. Nel caso di specie, l’ente che ha irrogato la sanzione è rimasto contumace, non si è difeso e, pertanto, non ha dedotto o dimostrato nulla. L’automobilista che ha fatto opposizione ha pertanto avuto buon gioco nell’ottenere che il Tribunale debba ora decidere se annullargli la multa seguendo il ragionamento appena esposto. Questo il principio pronunciato dalla Cassazione (sentenza 32369/18): “il verbale di contestazione della violazione … a seguito della rilevazione della velocità operata con apparecchio autovelox, non riveste fede privilegiata … in ordine all’attestazione, frutto di mera percezione sensoriale, degli agenti circa il corretto funzionamento dell’apparecchiatura autovelox, allorché e nell’istante in cui l’eccesso di velocità è rilevato”.

Al di là del principio giuridico, mi raccomando: guidate piano.

Avv. Guendal Cecovini Amigoni

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