Auto ibride, strade strette, olio lubrificante e pezzi di ricambio. L’Automotive è un mondo complesso.

06.12.2018 – 09.37 – Auto ibride in una città come Trieste? Certamente non sono una novità assoluta, e ‘corrono’ a fianco a noi già da diversi anni, utilizzate da tassisti e professionisti del volante. E da qualche privato. Sicuramente, quindi, in scenari professionali di un certo tipo come quello dei molti chilometri percorsi proprio in ciclo urbano, esprimono il meglio, e contribuiscono non poco a rendere l’aria del centro più respirabile e i terrazzi di casa nostra meno neri di polvere. Sono, inoltre, provatamente affidabili.

Una macchina ibrida è una macchina che ha due motori. Sembra banale; non lo è per niente. Il primo tipo di auto definita “ibrida” è stata ed è la Bifuel, un’auto in grado di muoversi grazie alla spinta di un motore termico alimentato con due carburanti, come benzina più GPL. Il secondo tipo, ed è quello di cui parleremo, è definito “a doppia motorizzazione”, ad esempio benzina più elettrico o gasolio più elettrico. Il motore a gasolio o a benzina, che può essere di cilindrate più ridotte, è affiancato a un potente motore elettrico. I due motori, tipicamente, sono alimentati in maniera indipendente e trasmettono la forza motrice allo stesso albero motore in una configurazione detta “ibrida parallela”. Il motore elettrico, grazie alla sua struttura e ai suoi principi di funzionamento, è in coppia massima già a zero giri al minuto, una caratteristica che permette di scattare rapidamente in avanti da fermi; è la sensazione che provi nel polso quando hai un trapano elettrico in mano: sai che quando premerai l’azionamento inizierà subito a lavorare. Il motore elettrico, e questo si rivela come un potenziale problema per i pedoni, è silenzioso in modo inquietante. Mettere in modo un’auto ibrida è più o meno come spostare un interruttore, e quando inizia a muoversi, è come se fosse rimasta senza freno a mano in discesa: il motore termico è spento, e a bassa velocità non si sente niente se non il rotolamento delle gomme.

Uno dei problemi spesso citati quando si parla di auto ibride è la breve durata, in termini di anni di vita, delle batterie; eppure, i test su strada, ora che è passato qualche tempo dalla loro introduzione, danno durate reali fino a 300.000 chilometri con lo stesso livello d’efficienza iniziale e batterie che funzionavano ancora bene. E anche i costi delle batterie stesse, originali, si avvicinano a quelli comuni per le parti più importanti che si possono guastare su un’auto ad esempio a gasolio; basti pensare ai costi delle marmitte catalitiche con filtro antiparticolato, anch’esse ‘oggetti a termine’. Sempre riferendosi alle parti di ricambio, disponibili ora presso rivenditori specializzati sul Web – un esempio: www.pezzidiricambio24.it – anche i freni dell’auto ibrida durano potenzialmente di più, perché il sistema di decelerazione, a meno che non sia necessaria una frenata brusca che richiede l’intervento di parti meccaniche, rigenera elettricità nel momento in cui viene applicato rallentando il movimento, e arresta la marcia in modo efficiente.

Il motore ibrido termico-elettrico lascia gestire alla parte elettrica, molto più efficiente, gli spunti in avvio, accelerazione e frenata, riducendo così fortemente i consumi e le emissioni; l’energia generata durante le soste, come quelle ai semafori, può essere utilizzata mentre ti muovi a velocità più bassa o acceleri rapidamente. È proprio in città infatti che l’autonomia della ibrida mostra la sua efficienza migliore. Da questo costante impegno e disimpegno, uno stop-and-go continuo, risulta però una maggiore sollecitazione per il motore termico, che ha bisogno di un lubrificante molto fluido. L’importanza del lubrificante, è, ad ogni modo, fondamentale, nel mondo dell’automobile, da sempre; Toyota, ad esempio, raccomanda sui suoi modelli di punta un cambio d’olio ogni 5.000 chilometri, una percorrenza comunque più alta rispetto a concorrenti a motore termico. Le auto ibride ti aiutano a guidare con più efficienza. Così come un’auto da corsa nel suo ambiente o un fuoristrada fra gli alberi, l’auto ibrida, in città, è ansiosa di essere guidata fra le strade del centro, e in modo efficiente. Il computer di bordo può indicarti lo stato di funzionamento del sistema di guida e l’efficienza dei motori, mostrandoti quanto consumi, e quanto risparmi, per ciascun chilometro percorso. Può anche dirti quanta energia recuperi frenando.
Qualche problema delle auto ibride? Qualcuno ce n’è. Con l’auto ibrida si tenderà a fare meno chilometraggio in autostrada, perché i vantaggi della trazione elettrica, superando una certa velocità, non possono essere sfruttati appieno. E, a una velocità autostradale media, anche una buona auto a motore termico dell’ultima generazione può ottenere gli stessi livelli di consumo di una ibrida, o fare anche meglio. Non tutte le ibride sono uguali; molto dipende quindi dal modello, e in alcune, ad esempio, l’impianto di condizionamento funziona solo a motore termico avviato, mentre in altre non è possibile usare il solo motore elettrico ma il motore termico resta comunque sempre acceso. In altre ancora, l’impianto elettrico convenzionale sfrutta una normale batteria a 12 Volt, e quindi assurdamente pur avendo delle batterie motrici molto potenti l’auto può rimanere al palo perché si è scaricata la batteria a 12 Volt. Per un’auto ‘full hybrid’ che risolva tutte queste piccole difficoltà e ci dia quindi tutto, occorre quindi spendere, mediamente, abbastanza di più all’acquisto.

In conclusione, quindi? L’uso si potrà estendere più largamente al privato? Man mano che l’autonomia aumenterà, crediamo certamente di sì. Senza però troppe illusioni che questo possa avvenire troppo presto.