“Red Land-Rosso Istria”, il film. Un muro di silenzio che si sgretola.

03.12.2018 – 08.38 – “Rosso Istria”. Rosso per il colore della bauxite, di cui la terra d’Istria è colma, o rosso per il sangue versatoci sopra? Al pubblico, la scelta su come avvicinarsi al film; non dovrebbe essere, però, questa, una scelta sull’andare o non andare al cinema a vederlo.

In “Rosso Istria” c’è una verità cruda: quella dell’intenzione degli uomini comandati da Tito di sbarazzarsi con qualsiasi mezzo di quelli che definivano come “rifiuti italiani” (“zmece; una parola slava che il capetto della banda ripete molte volte durante il film). Si vedono scene di violenza sulle donne, si vedono l’odio comunista verso tutti gli italiani, si vede la brutalità della guerra. Eliminare qualsiasi traccia d’Italia in Istria e Dalmazia, e permettere solo alle genti di etnia slava di rimanervi; era l’unico obiettivo del progetto politico del maresciallo Tito per il territorio, e questo film, con obiettività, lo racconta.

Il film, coinvolgente, trasporta con facilità lo spettatore nei suoi centocinquanta minuti di dramma e di azione, fino a far rimanere senza fiato, attraverso la vita di Norma Cossetto, ragazza istriana violentata e successivamente gettata in una foiba. Il suo martirio venne finalmente riconosciuto dalla Repubblica Italiana dopo decenni dalla sua morte, quando le venne conferita la medaglia d’oro al valor civile alla memoria: “Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”. Ed è per questo che Norma Cossetto è il simbolo della tragedia delle foibe.

Una sola visione, quella dell’anteprima del 9 novembre, organizzata al cinema Ambasciatori dalla Venice Film, casa produttrice del film, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Comune di Trieste, non può essere sufficiente per un giudizio critico senza emozioni, e la scelta è stata quindi quella di riguardarlo ancora una volta prima di scrivere. Il film, girato in otto settimane nelle terre d’Istria, inizia con una scena girata in Porto Vecchio, a Trieste, con l’attrice Geraldine Chaplin – figlia di Charlie Chaplin – mentre visita il Magazzino 18, museo gestito oggi dall’IRCI e sede delle masserizie degli esuli istriani, ricordando la sua infanzia in Istria. Da quel flashback parte il racconto della storia di Norma, interpretata da Selene Gandini.

Non ci addentriamo, qui, in una discussione sulle scelte registiche e sulle interpretazioni degli attori, peraltro molto buone. La sceneggiatura si prende, rispetto ai fatti storici, alcune libertà: chi si accorse di Norma, in realtà, fu una donna di Antignana, che sentendo le urla si avvicinò di notte a una finestra della scuola. In altri punti, ci sono altre differenze fra ciò che viene raccontato e ciò che accadde. Nulla tolgono però all’intensità del racconto e al quadro generale, e “Rosso Istria” rimane un film comunque ben fatto, in cui l’importanza del contenuto storico supera il giudizio artistico. Ci sono voluti sette anni di sforzo per attraversare le barriere che dividevano realtà e verità e per trovare i fondi per il film. Parlare, in Italia, di una certa parte della storia dell’Istria è ancora un tabù; il mondo politico italiano, però, questa volta, non è mancato all’appuntamento. Molto dura la posizione del senatore Roberto Cociancich, del PD, che ha dichiarato: “Da Red Land emerge bene che l’antifascismo è stato utilizzato per operazioni che in realtà erano anti italiane. È grave la responsabilità della sinistra italiana che in passato ha agevolato una lettura negazionista, riduzionista, giustificazionista. Il film è intenso dall’inizio alla fine, e fa meditare”. Numerosi sono stati anche gli interventi dei politici, sia in Friuli Venezia Giulia sia a Roma, per far in modo di divulgare la pellicola all’interno delle scuole.

Questo film rappresenta anche il risultato del duro lavoro della sorella di Norma Cossetto, Licia, che lottò a lungo per divulgare e raccontare quanto era accaduto. Durante un’intervista a Verbania, nel 2010, alla consegna della medaglia al valor civile a sua sorella, ebbe a dire: “Ho insegnato per 42 anni e mai in un libro di testo una riga sulle nostre disgrazie. Ora finalmente si rende giustizia a un popolo dimenticato. Ho perso otto persone della mia famiglia in quella tragedia. Poi ho dovuto subire l’umiliazione dell’oblio». In questi giorni molti esuli istriani hanno continuato a denunciare l’impossibilità di poter vedere il film nei cinema, soprattutto in Sardegna e, in altre sale il film, a quanto viene segnalato, viene proiettato ad orari non facilmente fruibili. A Torino, in alcuni cinema, la programmazione è stata cancellata, e a Roma non ne sono state affisse le locandine.

Rosso Istria porta un contributo all’opera di abbattimento del muro di silenzio di una parte scomoda della storia della Seconda Guerra Mondiale e di ciò che accadde dopo; opera iniziata con lo spettacolo teatrale “Magazzino 18”, di Simone Cristicchi, e seguita dalla pubblicazione di un fumetto proprio su Norma Cossetto, “Foiba Rossa”, scritto da Emanuele Merlino ed edito da Ferrogallico e da una puntata trasmessa sul tema dal famoso programma televisivo di Rai1 “Lineaverde”. Un muro che si sta sgretolando. Il suo abbattimento permetterà di ricordare, senza paura, senza odio, la storia dell’Istria e del suo popolo, che vuole solo verità e giustizia.

Nicole Matteoni

[Red Land-Rosso Istria – film drammatico/storico, 2018. 4/5 “MyMovies.it” – 4.5/5 “Comingsoon.it”. Regia di Maximiliano Hernando Bruno con Selene Gandini, Geraldine Chaplin, Franco Nero, Sandra Ceccarelli, Vincenzo Bocciarelli, Maximiliano Hernando Bruno, Diego Pagotto, Andrea Pergolesi, Alvaro Gradella, Vasco Mirandola, Antonio Scarpa, Vittorio Boscolo. Durata: 150 minuti]