Violenza e Movida: cosa fare? Parlando di sicurezza.

16.10.2018 – 08.30 – È appena terminata quella che probabilmente è stata la migliore edizione della “Barcolana”, la regata più famosa del mondo, e che fa diventare Trieste protagonista. Quasi 2700 barche, migliaia di persone, per l’evento più importante dell’anno. Naturalmente, il weekend della competizione vede una marea di individui affollare le strade, i locali, gli alberghi e le rive della città. Turisti e residenti, tutti insieme a festeggiare questo cinquantesimo appuntamento: allegria, cibo, festa e, naturalmente, alcool.

E qui iniziano i problemi, le situazioni alle quali prestare attenzione. Si, perché, purtroppo, sempre più persone legano il concetto di “divertimento” con il concetto di “abuso di alcolici” – o, peggio, di altre sostanze. Sicuramente non spetta a me giudicare le abitudini delle persone; nei limiti di legge, ognuno è liberissimo di fare ciò che vuole. Ma, da tecnico, queste abitudini rappresentano un parametro da tenere sotto controllo, soprattutto se si parla di sicurezza.

Per “sicurezza” in questa rubrica intendiamo quella personale, ma non dimentichiamo anche quella stradale e, soprattutto, psicofisica. Restando nell’ambito della protezione, mi hanno colpito, quindi, due eventi accaduti proprio alla vigilia della Barcolana. Il primo riguarda due risse, entrambe scoppiate in piazza Hortis, a distanza di poche ore una dall’altra: scontri tra etnie diverse tra loro, che hanno coinvolto anche triestini, a base di calci, pugni e voli di bottiglie. Il secondo, più grave, riguarda le conseguenze di un’aggressione subita da un giovane di appena 23 anni: cadendo, a causa di un pugno, ha battuto la testa, e si trova ora all’ospedale in gravissime condizioni. Non mi inoltro nei fatti, quello è compito della cronaca, ma invece analizzeremo la vicenda da un punto di vista tecnico-pratico: cosa fare e a cosa fare attenzione in presenza di situazioni simili?

Iniziamo con il dire che il primo e più efficace modo di evitare spiacevoli conseguenze è quello di prestare una continua e rilassata attenzione. Cosa significa “rilassata attenzione”? Significa guardarsi intorno senza ansie né paure, ma facendo attenzione ai particolari che potrebbero segnalarci l’imminente inizio di una situazione pericolosa. Qualunque tipo di evento, soprattutto tra persone, emette segnali premonitori che aiutano l’osservatore attento ad evitare in anticipo di trovarsi coinvolto in spiacevoli condizioni; è una capacità nota come “situational awareness”, e sarà affrontata, tra due settimane, nel prossimo articolo.

Ma non basta solo quella: è opportuno avere anche alcune basi di “cinesica”, ossia la capacità di interpretare il linguaggio del corpo, oltre che di altre materie utili a capire per tempo che la situazione sta diventando calda. Senza entrare troppo nello specifico – lo faremo nel tempo, sempre su questa rubrica – partiamo dando subito qualche indicazione e qualche suggerimento immediatamente applicabili.

  • se ti trovi in un contesto “festaiolo”, o con tanta gente in giro che vuole divertirsi (venerdì e sabato sera, feste, Carnevale, capodanno, post partita di calcio, sagra, “osmiza” e… Barcolana), sii consapevole che molte persone delegheranno l’alcol a provvedere al loro divertimento. Questo significa che i comportamenti, le reazioni e le attitudini verranno amplificate, e quindi anche uno sguardo veloce alla persona in preda ai fumi dell’alcol, se ha intenzioni aggressive, sarà sufficiente a far partire una sua azione. Quindi guardati sempre intorno ma non fissare nessuno.
  • Non dimenticarti che in caso di conflitto, la maggior parte delle volte avrai a che fare con un gruppo, quindi evita di rispondere alle provocazioni, anche se provengono da un singolo soggetto: spesso sono messe in atto proprio per farti reagire e dare vita, quindi, allo scontro. E spesso, subito dopo, compaiono come per magia, i suoi amici.
  • Se vedi gruppi che iniziano a guardarsi insistentemente tra loro, ad approcciarsi in modo aggressivo, ad insultarsi o a confrontarsi, cambia aria. Abbandona la zona e metti più distanza possibile tra te e loro. Non dimenticarti che spesso si rincorrono, e quindi non bastano pochi metri per essere al sicuro.
  • Sappi che prima di arrivare alle mani, dovrai gestire la situazione più delicata e pericolosa: l’approccio. È qui che l’avversario tenterà di ingannarti, di distrarti, di fare le sue “finte”, di attaccarti di sorpresa, di farti male. La buona notizia è che l’approccio è composto da fasi tipiche, specifiche e riconoscibili. Saper individuare e gestire le fasi del “pre-combattimento” ti dà un vantaggio veramente importante sul tuo aggressore.
  • Come abbiamo visto, l’alcol e le sostanze alterano le percezioni, i sensi, le reazioni. Anche le tue! Quindi, se vuoi avere più possibilità di cavartela, cerca di degustare le tue bevande preferite, ma senza esagerare. Rimani sempre in condizione di poter gestire la situazione, di chiamare i soccorsi, di scappare.
  • Occhio che cimentarsi in uno scontro ha sempre conseguenze fisiche – danni, quindi, anche gravi – e giuridiche come risarcimenti e denunce. Ne vale la pena? Quindi, se puoi metti in tasca l’orgoglio e lascia perdere: tutto guadagnato. Naturalmente, se non hai la possibilità di andartene e devi per forza combattere, allora fallo. In questo caso sarebbe meglio se tu avessi almeno un addestramento di base, appreso da formatori seri, e anche di questo parleremo prossimamente.
  • Non sperare nell’intervento dei presenti: spesso, a causa di un fenomeno noto come “effetto spettatore”, non faranno niente. Questo fenomeno, insieme ad altri comportamenti tipici, verrà affrontato in seguito, in modo più ampio.

Come vedi, pensare alla propria e altrui sicurezza, richiede un minimo di attenzione, ma in realtà non è così complicato. Richiede più costanza che perizia, e sono tutte capacità che puoi imparare. Segui questa rubrica e avrai tante utili informazioni su cosa fare e come farlo. Ci vediamo tra due settimane… parlando di sicurezza.