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mercoledì, 7 Dicembre 2022

M5S, Sergo: “Grazie al MoVimento 5 Stelle, la povertà è scesa del 33%”

31.10.2018 – 17.09 – “Grazie al MoVimento 5 Stelle la povertà è scesa del 33%. Non si possono più fare domande per la Misura di Inclusione Attiva regionale continuando ad esser erogata solo a chi è già beneficiario, ma la MIA ha già dato i suoi frutti”. Questa l’analisi del consigliere regionale Cristian Sergo in commento ai dati Istat che dimostrano l’evidente calo della povertà nella nostra regione. “A fronte di una situazione nazionale in cui l’indice di povertà assoluta e relativa cresce in pressoché tutte le regioni, Nord est compreso, il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione a vedere un calo significativo dal 10,4 % del 2016 al 6,9% del 2017”.

Sergo prosegue poi nella sua analisi: “I provvedimenti dei precedenti governi nazionali come il Jobs Act, che avrebbe dovuto rilanciare l’occupazione, sono attivi in tutta Italia. Ma i risultati sono opposti! Anche in Veneto cresce il numero degli occupati, ma non cala la povertà; è evidente che questo risultato si debba esclusivamente all’approvazione della MIA, misura entrata in vigore dopo tre anni di sollecitazioni del Movimento 5 Stelle. L’abbattimento della povertà era uno degli obiettivi che ci eravamo proposti fin dall’inizio. Quando nel 2013 abbiamo proposto il Reddito di Cittadinanza in Consiglio l’incidenza della povertà relativa era al 6,1%, prima che la maggioranza di centro sinistra si decidesse era salito fino al 10,4%”, ricorda Sergo, “non possiamo quindi che ritenerci più che soddisfatti vedendo un risultato così significativo. L’inclusione sociale non doveva prevedere il mero assistenzialismo con la sola elargizione di fondi e attendiamo quindi di conoscere i dati relativi alle persone reinserite nel mondo del lavoro anche grazie alla MIA, così come siamo convinti che grazie ad una norma da noi proposta la nostra regione sia tra quelle con la dispersione scolastica più bassa. Per questi motivi rimarrà forte l’impegno del MoVimento 5 Stelle, che ora è concentrato sull’approvazione del Reddito di Cittadinanza anche a livello nazionale e il contestuale potenziamento dei centri per l’impiego.”

Dopo gli anni di crisi, la povertà in Italia è più che raddoppiata, passando dai circa 2 milioni di persone che nel 2005 si trovavano in povertà assoluta, ai 4.6 milioni del 2015. All’uscita dalla recessione, e quindi oggi, la situazione italiana ed europea è quella di una ‘crescita pressoché zero’, che mantiene sostanzialmente immutate le condizioni di base e che fa segnare nel nostro paese un triste record di nuovi poveri e NEET – “not in education, employment or training”, ovvero persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione – nella fascia fra i 15 e i 24 anni, e una preoccupante crescita di persone sulla fascia dei 50 anni che hanno perso l’impiego e incontrano, causa la rigidità e la selettività del mercato del lavoro, grosse difficoltà a riqualificarsi.

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