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lunedì, 15 Agosto 2022

Il problema ‘ronde’: le ‘passeggiate di legalità’ fra cittadini e politica

07.09.2018 – 19.08 – In questi giorni fa nuovamente discutere, a Trieste, un argomento particolare di cronaca: le ‘ronde‘. L’episodio che fa riemergere la questione è di venerdì 31 agosto: un gruppo composto da una decina di militanti di Forza Nuova ha preso la decisione di scendere in strada con l’intento di pattugliare le zone intorno alla stazione centrale. L’episodio ha acquistato ancora più rilievo, agli occhi della cittadinanza, perché ha seguito di poco, su un piano temporale, lo sgombero di migranti dalla zona antistante Piazza Unità e lo schieramento delle guardie forestali sul confine con la Slovenia.

La politica di CasaPound è, da tempo, quella di offrire supporto alle forze dell’ordine nel controllo del territorio per impedire l’immigrazione e ‘rimandare indietro’ chi ha passato il confine in modo non autorizzato. L’argomento è complesso, sensibile. Le posizioni dei cittadini, contrastanti; spesso neppure quelle degli organismi preposti alla vigilanza sono così nette come ci si potrebbe aspettare. Il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha accolto con favore l’idea del supporto privato in operazioni di controllo del territorio; i sindacati delle delle Forze di Polizia hanno sollevato, però, obiezioni legate a tempi, modi e opportunità.

Una parte dei cittadini di Trieste commenta favorevolmente la proposta, da loro vista come intenzione positiva e realmente in difesa della sicurezza comune; una parte diversa si dichiara contraria e preoccupata per un possibile scatenarsi di atti violenti vista la comprensibile contrapposizione fra chi cerca di entrare e, a volte, è disperato e non ha niente da perdere, e chi lo vuole spingere, a volte a ogni costo, fuori dal territorio italiano. Alcuni ricordano episodi verificatisi nei periodi storici in cui il totalitarismo era il protagonista in Italia. Ogni gruppo, persona o rappresentante dei cittadini ha di certo le proprie personali motivazioni, ma il punto focale è: le ronde in tal modo organizzate sono lecite, o meglio, legali?

L’Art. 18 della nostra Costituzione sancisce la libertà di associazione dei cittadini “per fini che non siano vietati ai singoli dalla legge penale”. Questo vuol dire che quello che la legge penale non vieta di fare a un solo cittadino, deve ritenersi consentito di essere fatto liberamente (“senza autorizzazione”) da più persone, in forma associata. Inoltre le amministrazioni pubbliche “favoriscono le autonome iniziative dei cittadini singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”.

D’altra parte nel decreto dell’8 agosto del 2009 (per la “Determinazione degli ambiti operativi delle associazioni di osservatori volontari, requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio e modalità di tenuta dei relativi elenchi, di cui ai commi da 4 a 44 dell’articolo 3 della legge 15 luglio 29, n. 94″) in realtà si classificano tutta una serie di requisiti che queste associazioni di cittadini devono avere per potere eventualmente agevolare le Forze dell’Ordine a mantenere in equilibrio la pubblica sicurezza. Tra queste prerogative troviamo in prima istanza l’iscrizione di tali associazioni in un registro tenuto dai prefetti. In secondo luogo devono “non essere espressione di partiti o movimenti politici, né di organizzazioni sindacali né essere ad alcun titolo riconducibili a questi”. Il che porrebbe gli iscritti di Forza Nuova fuori da questa possibilità di eseguire azioni di controllo del territorio, anche private – le così definite ‘passeggiate di legalità’, come quella in via Sant’Anastasio- in quanto appartenenti a una formazione politica. Se la passeggiata è stata fatta in forma privata, da non iscritti, può apparire poco opportuno l’intervento diretto di partiti politici a sostegno della stessa.

Una possibile risposta scaturisce istintiva: queste ‘passeggiate’ paiono strumentalizzate, a destra e a manca, ed estrapolate dalla loro prima finalità – dichiaratamente quella di stare dalla parte dei cittadini. La tematica delle ‘ronde’ appare collegata a considerazioni politiche, in un momento in cui alcuni temi – come la gestione dei flussi migratori da parte del governo italiano e dell’Europa, la sicurezza, la criminalità – stanno arroventando le poltrone pubbliche di tutto il paese.

(corsivi dal testo della Costituzione della Repubblica Italiana)

Giovanna Pivotti con redazione Trieste All News

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