Sarajevo, l’Arciduca e i Cannoni d’agosto: il libro di Barbara Tuchman sulla Prima Guerra Mondiale che ispirò John Kennedy

19.06.2018 – 15.50 –L’attentato di Sarajevo del 1914, rivissuto, a cent’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), nello spettacolo “A Sarajevo il 28 giugnopresentato per la prima volta in anteprima assoluta al Castello di San Giusto lo scorso 16 giugno 2018, fu la scintilla che portò allo scoppio del conflitto – o, più propriamente, ne fu il pretesto.

Quali erano le vere condizioni politiche europee nel 1914, però, e perché scoppiò la Prima Guerra Mondiale?

“The guns of August “(1962), pubblicato anche come “Agosto 1914” e “I cannoni d’agosto”, è un volume scritto da Barbara W. Tuchman (n.1912-m.1989) e centrato sul primo mese della prima guerra mondiale. Nell’opera vengono descritti inizialmente i dettagli riguardanti l’apertura del conflitto, poi le azioni delle grandi potenze.
Ma il vero focus si concentra sulle azioni iniziali, i primi passi della guerra mondiale, dalla decisione di andare in guerra fino all’azione offensiva franco-britannica che fermò, inaspettatamente, l’avanzata tedesca in Francia. Il risultato furono quattro anni di trincea.

La narrazione include i piani, le strategie, gli eventi e i sentimenti della guerra, sia quelli antecedenti che quelli successivi. Seppure non lo menziona esplicitamente in “The Guns of August”, Tuchman era stata presente per uno degli eventi cardine del libro: la ricerca dell’incrociatore da battaglia tedesco Goeben e l’incrociatore leggero Breslau. Nel suo resoconto dell’inseguimento scrisse: “Quella mattina [10 agosto 1914] arrivò a Costantinopoli il piccolo piroscafo italiano che aveva assistito all’azione del Gloucester contro Goeben e Breslau. Tra i suoi passeggeri c’era la figlia, il genero e tre nipoti dell’ambasciatore americano Henry Morgenthau. Essendo una nipote di Henry Morgenthau, la scrittrice si riferisce a se stessa, come confermato nel suo libro successivo “Practicing History”, in cui racconta la storia di suo padre, Maurice Wertheim, in viaggio da Costantinopoli a Gerusalemme il 29 agosto 1914, per consegnare fondi alla comunità ebraica. Così, a due anni, Tuchman era presente durante l’inseguimento di Goeben e Breslau, che documentò 48 anni dopo.

Il libro ebbe un immediato e grande successo e rimase nella lista dei bestseller del New York Times per 42 settimane consecutive. Il comitato di nomina del Premio Pulitzer non fu in grado di assegnarle il premio per la sua eccezionale storia, perché Joseph Pulitzer aveva specificamente dichiarato che il destinatario del Premio Pulitzer per la Storia doveva essere un libro sulla storia americana; Tuchman ricevette così, nel 1963, il premio per la saggistica generale.Lo storico militare Max Hastings ha scritto che “la mia generazione di studenti ha divorato avidamente” il libro di Tuchman, anche se è arrivato come uno “shock” per loro quando hanno sentito uno storico accademico descriverlo come “irrimediabilmente spiacevole”.
L’opera fu la base per un film documentario del 1964, anch’esso intitolato The Guns of August. Il film da 99 minuti, presentato per la prima volta a New York il 24 dicembre 1964, è stato prodotto e diretto da Nathan Kroll e narrato da Fritz Weaver, con la narrazione scritta da Arthur B. Tourtellot.  Tuchman, in seguito, ritornò sull’argomento degli atteggiamenti e dei problemi sociali che esistevano prima della Prima Guerra Mondiale, che aveva toccato nel libro, in una raccolta di otto saggi pubblicati nel 1966 sotto il titolo The Proud Tower: A Portrait of the World before the war, 1890 -1914.

Il 22 novembre 1963, l’anno in cui Barbare Tuchman ricevette il premio Pulitzer, fu assassinato, a Dallas, John Fitzgeral Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America; un anno prima, fra il 16 ott 1963 e il 28 ottobre 1962, si era scatenata quella che sarebbe poi rimasta nella storia come la “crisi dei missili di Cuba”: il mondo fu, per tredici giorni, sull’orlo della guerra nucleare globale. Nelle sue memorie, Robert Kennedy, fratello di John Fitzgerald, scrisse che nei giorni della crisi di Cuba il presidente Kennedy aveva appena terminato di leggere il libro della scrittrice e che il susseguirsi degli eventi che avevano portato nel 1914 alla crisi d’agosto e alla dichiarazione di guerra l’avevano fortemente impressionato, e avevano guidato le sue scelte e la risoluzione della crisi fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Sergio De Tomi