In scena al Rossetti “Milite ignoto”, spettacolo sulla prima guerra “degli italiani”

08.05.2018 | 11.30 – Mercoledì 9 maggio alle 20,30, andrà in scena al Politeama Rossetti “Milite ignoto-quindicidiciotto”, spettacolo conclusivo della stagione “altripercorsi” dello Stabile Regionale. 

Con “Milite ignoto”,  l’autore Mario Perrotta rilegge in maniera originale la Prima Guerra Mondiale, raccontandola da punti di vista diversi. I cardini attorno ai quali si articola l’interpretazione dell’autore sono due: da un lato osserva che la Prima guerra mondiale è stata l’ultima in cui il soldato abbia posseduto un valore umano, una personalità, la possibilità di una scelta solitaria: successivamente il nemico non ha più una fisionomia, non ha occhi, non ci sono “corpo a corpo” ma solo armi devastanti che da lontano distruggono e uccidono. «Per “ignoto” – sottolinea infatti Perrotta spiegando il titolo dello spettacolo – ho voluto intendere “dimenticato”: dimenticato in quanto essere umano che ha, appunto, un nome e un cognome. E una faccia, e una voce.».

L’altro aspetto su cui si focalizza Perrotta è invece l’osservazione di come la Grande Guerra abbia rappresentato in realtà il primo vero momento di unità nazionale. «È nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta – spiega – veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione, una lingua che si facesse carne viva.».

Lo spettacolo è dunque connotato ed espresso da una lingua nuova, una sinfonia di dialetti e termini sconosciuta e assieme familiare, capace di esprimere le note dolci e amare della nostalgia e le fratture violente e crude della disperazione e dell’orrore. Una lingua che permette di addentrarsi nelle piccole storie, nelle  speranze e nelle paure di ciascun soldato in trincea.

 

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