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venerdì, 2 Dicembre 2022

Guida alla lentezza: l’arte del rallentare, fermarsi e a volte tornare un po’ indietro

10.05.18 | 07.48 –Si dice che “il mattino ha l’oro in bocca” perché si è più produttivi e per vari altri benefici tra cui il poter godere della “slow life” ovvero il rallentare. Il mattino ci predispone naturalmente a questo perché c’è più silenzio attorno a noi, non si sente ancora il ritmo frenetico del traffico cittadino e questo porta ad una sensazione di calma benefica. Rallentare è un’arte e sono stati scritti vari libri a riguardo. In questo articolo voglio parlarvi nello specifico della lentezza nei rapporti interpersonali e quindi nell’approccio tra uomo e donna verso la sessualità.

La mia adolescenza si è svolta tra fine anni ’80 ed inizio dei ’90, ogni persona ha avuto esperienze personali diverse dettate appunto dagli anni in cui ha vissuto e quindi dai cambiamenti della società. Di media in quel periodo le ragazze vivevano l’adolescenza a piccoli passi .Questo procedere lentamente alla scoperta del mondo relazionale dell’uomo e della donna portava a piccole e graduali evoluzioni. Questi passaggi sono necessari per relazionarci all’altro restando in ascolto di ciò che desideriamo e rispettando quindi gli opportuni tempi. Ogni cosa veniva assaporata pienamente,  il rallentare in questo caso permette di sentire ed ascoltare l’effetto prodotto da ogni singolo gesto e da ogni accadimento. Tutto avveniva esplorando quindi con grande curiosità.

Partendo dalla preadolescenza (o adolescenza a seconda dei casi) il primo l’approccio fisico iniziava con un semplice bacetto sulla guancia e già questo emozionava e faceva battere il cuore come se il prode cavaliere avesse fatto chissà che mirabolante impresa eroica verso la più o meno timida donzella. Dopo i bacetti sulla guancia si passava quindi al sospirato bacio sulla bocca che all’epoca sembrava quasi l’ingresso nell’età adulta a pieni titoli. Ispirati dal “Tempo delle mele” film francese degli anni ’80, divenuto un simbolo delle emozioni adolescenziali, si organizzavano i festini tra amici. Anche senza la scusa di un qualunque compleanno ci si organizzava per incontrarsi, parlare, ballare ma soprattutto ballare nello specifico i lenti quasi al buio (pratica ormai in disuso) e pomiciare. A questo proposito vista la guida alla lentezza è doverosa una nota di merito ai balli lenti che agevolavano l’avvicinamento e facilitavano l’approccio comunicativo grazie al semplice invito al ballo.

Le “danze” proseguivano poi nei corridoi o in qualche stanzetta limitrofa per abbandonarsi ad effusioni, baci e carezze intime che diventavano man mano sempre più profonde.  Quello che accadeva è ricordato da molte donne come qualcosa di estremamente eccitante e stimolante, in questa fase il tatto era in particolar modo il senso che si sviluppava all’ ennesima potenza perché ancora non era permesso usare altro che le mani. Ma si usavano bene pure tutti gli altri sensi. La vista perché per la prima volta si intravedevano parti del corpo intime o porzioni di parti del corpo. L’olfatto perché stando così vicini si respirava a pieni polmoni il profumo corporeo dell’altro, il gusto perché i baci erano interminabili e quindi si aveva tutto il tempo per assaporarli, l’udito per la vicinanza alla voce dell’altro e ad ogni sospiro emesso. La lentezza regnava sovrana solo perché si restava lì avvinghiati senza aver nessuna intenzione di staccarsi e soprattutto senza ancora poter passare alla fase successiva. Tutto questo era il famoso petting (accarezzare, amoreggiare ) termine che sembra ormai in disuso ma che all’epoca tutti conoscevano molto bene. Potrete capire ora perché le donne ricordano con enfasi questa fase della sessualità che potremmo paragonare a dei lunghissimi ed intensi preliminari.

Questo viaggio nel diario dei ricordi per ora si ferma qui, non c’è bisogno di affrettarsi e passare al pasto principale. Siamo nella lentezza quindi ritorniamo con pazienza a soffermarci, ad esitare, a sospendere, a frenare, a rallentare e a volte pure a tornare indietro. Ci sono cose che non dovrebbero scomparire e che meritano di essere salvate e ristabilite per il valore che hanno ai fini relazionali e sessuali. Per gli adolescenti perché dovrebbero godersi lo spettacolo della scoperta dell’eros curiosando un po’ alla volta, il pudore è molto utile a non svelare tutto subito e quindi a non avere tutto subito. Questo è l’intrigo mentale più grande anche per gli adulti. A questi ultimi infatti vorrei ricordare di non dimenticare questi dettagli anche quando si ha già una relazione da molto tempo. E’ fondamentale ritornare sui propri passi a volte e ripartire proprio dalle cose più semplici e basilari , ritornare ad utilizzare le mani e le dita ad esempio , a riesplorare il corpo dell’altro utilizzando tutti i cinque sensi per essere coinvolti e vivere profondamente l’amore in ogni modo possibile. Riprenderò comunque il discorso dei cinque sensi con un articolo dedicato. Anche le persone che non stanno in coppia possono usare la lentezza per conoscere meglio il proprio corpo con l’autoerotismo in modo tale da restare in connessione con se stessi e con il piacere. L’amore verso se stessi restando in contatto con il piacere predispone ad un’apertura nell’incontro con l’altro.

“Ho imparato a non avere più alcuna fretta. Ho iniziato ad essere più gentile con i miei passi. Dopo tutto non c’è alcun posto dove allontanarmi da me stesso. Perché io sono il viaggiatore e il viaggio”. (cit. A. Degas )

Spero vi siate goduti l’antipasto, alla prossima settimana per un’altra tappa del nostro percorso!

https://youtu.be/fKUdDGEVsCA

[foto di copertina articolo: Giuliana Milos]

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