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sabato, 26 Novembre 2022

Opicina, ricollocata la storica Stele di Zinzendorf: grandi festeggiamenti

16.04.2018 – 16.46 – Una forte partecipazione di cittadini e autorità ha caratterizzato l’inaugurazione della restaurata Stele di Zinzendorf, monumento storico di Trieste e nello specifico Opicina, collocata venerdì 13 aprile sul marciapiede tra via Nazionale e via dei Salici, in prossimità della rotatoria centrale di Opicina.

Intervenuti per l’occasione, a fianco del Sindaco e dell’Assessore comunale ai Lavori Pubblici, numerose autorità e rappresentanti locali, tra i quali Nadia Bellina presidente del Consorzio Insieme a Opicina-Skupaj na Opčinah, Adriano Kovacic presidente della Banca di Credito Cooperativo del Carso-ZKB che ha sottolineato la costante vicinanza dell’Istituto alle iniziative di valorizzazione del territorio, il Presidente in carica della II Circoscrizione Altipiano Est, il Soprintendente Luca Caburlotto, il direttore della divisione Energia elettrica di AcegasApsAmga Massimo Carratù con il responsabile dei rapporti istituzionali Trevisan; e ancora, i dirigenti e funzionari comunali dei Lavori Pubblici come il direttore del Servizio Spazi Aperti, Verde Pubblico, Strade ing. Enrico Cortese e l’ing. Silvia Fonzari.

Un’ouverture musicale con la voce della cantante Daria Vitez, giovane opicinese, ha inaugurato la cerimonia con tre successive romanze, simbolicamente nelle tre lingue storiche del territorio, ovvero italiano, sloveno e tedesco. Alla presenza di un gruppo di donne dell’Associazione “Grad” di Opicina e Banne con il tradizionale costume carsico, si è poi scelto di raccontare brevemente la storia del Conte Zinzendorf e della sua stele.

Lo  storico locale Marco Simic, presidente dell’Associazione Culturale Marino Simic, ha brevemente tracciato l’interessante vicenda di Karl von Zinzendorf (Dresda 1739–Vienna 1813, politico dell’Impero e Governatore di Trieste nella seconda metà del decennio 1770-1780, promotore della direttrice Trieste–Vienna) e dello sviluppo dei commerci e delle vie di traffico da Trieste verso l’allora entroterra asburgico danubiano.

“Traffici – ha spiegato Simic – che trovavano nella zona di Opicina un punto chiave di passaggio per cui si poté registrare, in quella fine del ‘700 (la stele commemorativa dell’apertura della “via Zinzendorfiana” è del 1780) e sicuramente almeno fino alla costruzione della ferrovia, una sorta di crescita parallela della città-porto da un lato e del borgo carsico verso il quale salivano e passavano le merci per poi proseguire verso le regioni interne dell’Impero dall’altro.”

Sempre Marco Simic ha ricordato le più recenti e piuttosto tormentate vicende delle Stele, già danneggiata anni fa da un automezzo pesante in transito, poi spostata nel 2009 per consentire la progressiva realizzazione della rotatoria all’incrocio tra tra via Nazionale, Strada per Vienna, via di Prosecco e via dei Salici (il monumento venne allora depositato all’ex caserma di via Cumano) e infine finalmente ora ricollocata nello stesso punto dal quale era stata tolta.

Dopo lo storico, il Sindaco ha sottolineato come anche questa promessa sia stata mantenuta e la Stele di Zinzendorf sia tornata, dopo anni, restaurata e illuminata, a Opicina, nel luogo indicato e condiviso con i cittadini e con la Circoscrizione.

“Se Trieste è quella che conosciamo oggi” – ha aggiunto il Sindaco – “lo dobbiamo anche all’intuizione e alla perseveranza di un personaggio, quale fu il conte Karl Johann Christian von Zinzendorf und Pottendorf, governatore della Città dal 1776 al 1782, favorito di Maria Teresa, “l’uomo che proiettò il nome di Opicina nel mondo” – come ha scritto lo storico Marco Simic – e che rimase legato alla nostra terra anche dopo aver portato a termine diligentemente e brillantemente l’incarico affidatogli dalla Sovrana.”

“Ma anche oggi importanti opere sono in dirittura d’arrivo” – ha rimarcato il Sindaco – “per dare sempre più lustro al più grande borgo del nostro Carso: procedono nuovamente e alacremente i lavori per il ripristino della Trenovia Trieste-Opicina, l’iter per la definitiva sistemazione e valorizzazione del Poligono di Opicina quale sito commemorativo, il progetto di viabilità per la costituzione di una “zona 30” nel centro dell’abitato e quello, ormai prossimo, per una non più rinviabile riqualificazione urbanistica di Piazzale Monte Re.

Non sono mancate la benedizione del monumento e una serie di preghiere formulate dal parroco di San Bartolomeo Apostolo di Opicina, don Franc Pohajac, che ha pure lui espresso la più grande soddisfazione “per la restituzione dopo nove anni di questo storico monumento della nostra Comunità”.
In proposito, diversi dei presenti hanno anche espresso l’auspicio di un pronto ritorno nel borgo dell’altro “pezzo storico” ancora mancante, ovvero della cisterna con vera in pietra risalente anch’essa ai tempi di Zinzendorf, installata per l’abbeveramento degli animali da traino, presente a Opicina fino a cinquant’anni fa e oggi provvisoriamente depositata all’Orto Lapidario, recante un’iscrizione per ricordare in perpetuo l’allora nuova disponibilità d’acqua per tutti gli Opicinesi.

La conclusione dei festeggiamenti è stata “affidata” al taglio – e pronta degustazione da parte di tutti i presenti – di una torta raffigurante la Stele, con relativo brindisi, mentre il Coro d’Argento di Villa Carsia e le “Canterine di Trieste” eseguivano pezzi tradizionali nostrani, in primis, ovviamente, l’immancabile “El Tram de Opcina”.

Da segnalare ancora, soprattutto per gli appassionati di storia, l’opportunità di una visita alla mostra fotografica su “Opicina Antica” allestita per l’occasione da Zoran Sosič in collaborazione con l’associazione Mitja Čuk, nella pizzeria-trattoria “Veto” di via di Prosecco.

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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