27.7 C
Trieste
mercoledì, 29 Giugno 2022

LE VIE DELLE FOTO, Intervista: Vincenzo Russo e il demone di Melara

13/04/2018 12:10

Intervista a Vincenzo Russo, fotografo che espone il suo progetto “Il complice”, dedicato a Melara ed ai suoi abitanti con la collaborazione di Roberto Srelz, fotografo e caro amico.

Appuntamento oggi con il vernissage alle ore 19:00 presso la Corte Cafè in Piazza San Giovanni 5, la prima esposizione di Vincenzo Russo.

Evento Facebook >> Vernissage – Il complice

INTERVISTA A VINCENZO RUSSO

Ciao Vincenzo, innanzi tutto  vorrei chiederti del perchè della scelta di formato e del bianco e nero.

Trovo che il formato quadrato sia affascinante, permette di ragionare in una maniera differente e rielaborare i propri contenuti. Ho scelto il bianco e nero perchè lo trovo più narrativo, permette di dare la giusta drammaticità attraverso le luci e gli scorci di Melara.

Che cos’è per te la fotografia?

La fotografia racconta storie,è uno strumento di narrazione con la quale possiamo vedere qualcosa dentro noi stessi oltre che a leggere ed interpretare ciò che esiste fuori da noi.

Parlami del progetto “Il complice”

Ho pensato a questo progetto molti mesi fa. Trovo affascinante Melara, è un piccolo demone per i fotografi triestini, me compreso. Demone non in senso malvagio, ma nel senso di un’idea in grado di possedere, un progetto ideale da inseguire nonostante sia sostanzialmente irrealizzabile.

Le 5 foto in esposizione sono una piccola parte del progetto, del mio vissuto in quel luogo. Prima di scattare ho studiato bene Melara, prendendo appunti sul mio taccuino per “impressionare” al meglio le mie sensazioni.

E’ senz’altro una grande soddisfazione riuscire a creare un libro interamente dedicato a “Il Complice”.

La peculiarità delle tue foto esposte non sta solo nel formato e nella scelta dei colori ma anche nella stampa stessa…

Sì, esatto. Ho scelto il stampare le foto esposte in alluminio spazzolato. Un esperimento, un materiale usualmente da costruzione che però è completamente in collegamento con il soggetto, Melara.

Nelle tue foto c’è la tua personale visione di Melara e di chi la abita.

Melara è una macchina abitativa ed è un concetto architettonico sbagliato, secondo me. Si tratta di un grande inganno, una trappola, dove l’uomo è irrequieto e instabile, incastrato in questi “non luoghi”.

Anche la luce a Melara è come prigioniera, non ci sono prospettive centrali, la composizione vuole creare la visione in contemporanea di un ambiente stabile ed instabile. Proprio come percepisco io Melara.

 

In questo progetto è presente anche il fotografo Roberto Srelz, in quale ruolo?

Roberto ha sposato da subito la causa. Due delle foto esposte sono sue ma preferisce avere il ruolo di editore e “collante” e motivatore. E’ lui che editerà il libro dedicato al progetto.

 

 

 

BIO

Vincenzo Russo, attratto da qualsiasi forma d’arte e, contemporaneamente, dalla comunicazione. Con un percorso di conduzione radiofonica, dj e scrittura si è avvicinato alla fotografia convinto della sua potente capacità narrativa, appassionandosi di Street Photography. Vincenzo Russo è uno dei fondatori di centoParole Magazine; conduce, con centoFoto, di cui è vice presidente, attività di fotografia e divulgazione. Vive a Trieste.

 

 

Appuntamento OGGI alle 19:00, alla Corte Cafè per il VERNISSAGE de “Il Complice”.

 

 

Giulia Livia

(riproduzione riservata)

spot_img

Ultime notizie

Dello stesso autore