AMERICAN BEAUTY – alla G.C.A.C. di Monfalcone

Dopo la drammaticità di Asbestos. Reportage Amianto FVG, collettiva di fotografie sulle problematiche connesse all’uso dell’amianto, la Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Monfalcone ospita American Beauty, una grande esposizione monografica sulla bandiera statunitense.

Realizzata con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America di Milano e con la collaborazione dell’Associazione Juliet di Trieste, la mostra si impernia sul potere comunicativo di un’icona universalmente nota e riconosciuta, come il vessillo americano, e sulle varie associazioni simboliche ad essa correlate.
Attraverso le brillanti interpretazioni, nonché strumentalizzazioni dell’oggetto identitario per eccellenza della federazione nordamericana elaborate dagli artisti, questo appuntamento espositivo intende offrire nuovi spunti di riflessione su tematiche di bruciante attualità intimamente connesse a valori e disvalori rappresentati dall’immagine a stelle e strisce.

Provocazioni, sottili giochi ironici, armonie estetiche, denunce, documentazioni si susseguono così nella folta rassegna di lavori selezionati dal curatore Stefano Reia, che ha scelto di far dialogare autori del calibro di Robert Longo, Jasper Johns, Andy Wahrol, Henri Cartier-Bresson, Robert Indiana, Vanessa Beecroft, con artisti di valore internazionale quali Vito Acconci, Federico Solmi, Paul Insect, Helder Batista, meno noti al grande pubblico. Degno di nota l’inserimento anche di qualche giovane talento italiano, tra cui Ludovico Bomben e Gabriele Bonato, che ben si inseriscono nella pluralità del contesto.
E’ proprio nel crogiolo di linguaggi artistici proposto, comprendente pittura, grafica, installazioni, videoarte, fotografia, che è possibile incontrare alcune delle più significative declinazioni creative afferenti all’imago in questione e ripercorrere alcune delle maggiori correnti artistiche dello scorso secolo: Pop Art, Street Art, Nouveau Réalisme e New Dada.
Tale mostra si viene dunque a configurare come una valida occasione di rapportarsi con gli sviluppi dell’arte intercontinentale delle ultime decadi e inoltre, come ha sottolineato ieri durante l’inaugurazione il critico Giancarlo Bonomo, uno spaccato dell’attuale società occidentale, costretta quotidianamente a ri-meditare sul senso dei concetti di multiculturalismo, libertà, democrazia, potere, identità, patriottismo, identificabili nel drappo americano.