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mercoledì, 29 Giugno 2022

L’autoritratto come maschera e specchio, in mostra a Palazzo Costanzi ventidue artisti fino all’11 marzo

16.2.2018 | 6.06 – Viene inaugurata sabato 17 febbraio alle ore 18Sua cuique persona (a ciascuno la propria maschera) – L’autoritratto come maschera e specchio“, l’esibizione collettiva a cura di Alessandra Spigai (nella foto qui sotto) che sarà ospitata nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi in piazza Piccola 2 fino all’11 marzo.

La suggestione tematica dell’esposizione – l’allestimento è di Peter Iancovich – nasce dall’esigenza di mettere a fuoco attraverso la tematica dell’autoritratto, le motivazioni profonde, a tratti misteriose, le volontà e specificità di autoriconoscibilità dell’artista, che nella scelta della rappresentazione di sé, presenta al mondo un’immagine ben precisa, una cristallizzazione anche temporale dell’identità raggiunta alla fine di una discesa intimistica, e la conseguente preferenza e selezione di un’immagine da mostrare, dietro alla quale porsi e di fronte alla quale rispecchiarsi nuovamente.

In una mostra – decisamente insolita – ventidue artisti e le diverse declinazioni su questo tema di Pablo Avendaño Chávarri (Spagna), Barbara Bonfilio (Italia), Michele Bubacco (Italia/Austria), casaluce/geiger (Italia/Austria), Roberto Del Frate (Italia), Davide Castronovo (Italia), Luca Coser (Italia), David Dalla Venezia (Italia), Cristina Fiorenza (Italia/Austria), Moira Franco (Italia), Anna Frida Madia (Italia/Francia), Manuel Larrea Graham (Messico), Ettore Greco (Italia), Filippo Manfroni (Italia), Delphi Morpurgo (Italia), Matisa Kazerooni (Iran), Rafal Pacześniak (Polonia), Errika Pontevichi (Italia), Banafsheh Rahmani (Iran, Austria, Italia), Alessandra Spigai (Italia), Alan Stefanato (Italia), Damir Stojnic (Croazia).

Il titolo della mostra – “Sua cuique persona (a ciascuno la propria maschera) – L’autoritratto come maschera e specchio” – nasce dalla citazione dell’opera cinquecentesca ad olio, attribuita al Ghirlandaio, custodita agli Uffizi di Firenze. Era comune dall’inizio del 500 proteggere i ritratti con lastre di legno sottili e scorrevoli, dette “coperte”. L’opera citata presenta un soggetto evocativo, una maschera simbolica, che copre l’immagine dipinta e l’iscrizione “SVA CVIQVE PERSONA.”

«Terzo appuntamento di ArTS, associazione per il confronto delle arti contemporanee, che con questo evento – spiega Alessandra Spigai – vuole sottolineare la propria visione di confronto, contrasto e libertà di condivisione, sfidando, con il tema figurativo classico dell’autoritratto, ventidue artisti profondamente differenti, come provenienza, età, impronta stilista, provenienza geografica. Un ventaglio di rappresentazioni del sé che ha l’intento di confrontare le singole auto rappresentazioni con quelle degli altri, e insieme a loro diventare spettatori e attori dell’essere. Si genera così – racconta la curatrice dell’iniziativa – un coro di altri esseri, ognuno con la propria individualità e responsabilità di rappresentazione. La visione dell’autoritratto posta come invito al gioco, è infatti, contemporaneamente, impostura e verità profonda del nostro essere, travestimento e nudità, maschera e specchio».

La mostra, visitabile tutti i giorni fino all’11 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, può vantare la collaborazione critica di Matteo Gardonio, il testo di accompagnamento di Monica Mazzolini e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il comitato artistico è composto invece da David Dalla Venezia, Banafsheh Rahmani, Sveva Nistri, Giorgia Fumagalli e Caterina Cabrelli. Info: www.bearts.eu[email protected].

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