No al bullismo omofobico: si comincia dalle scuole

23/02/2018 15:53   In Friuli Venezia Giulia è dal 2009 che le istituzioni fanno la loro parte contro bullismo e discriminazioni, sostenendo un progetto di Arcigay e Arcilesbica:  “A scuola per conoscersi”.

Il progetto è composto da lezioni frontalilaboratori e dibattiti che coinvolgono gli studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione.

Il primo ad approvare al progetto è stato del governatore di Forza Italia, Renzo Tondo e nel 2013 la presidentessa della regione Debora Serracchiani ha firmato un protocollo ufficiale: un accordo tra assessorato, ufficio scolastico (quindi una propaggine del ministero dell’Istruzione), associazioni e la facoltà di psicologia di Trieste. Ad un costo contenuto di meno di 10 mila euro all’anno.

a scuola per conoscersi

 

 

 

 

 

A scuola per conoscersi” è un percorso didattico-formativo, che anno dopo anno, ha permesso agli studenti e alle studentesse delle scuole  della regione e ai loro insegnanti di confrontarsi con gli stereotipi e i pregiudizi che oggi come anni fa, rendono la vita difficile alle persone omossessuali.

L’obiettivo è le scuole siano luoghi sicuri ed inclusivi per gli studenti LGBTI includendo anche gli insegnanti gay e lesbiche.

I comportamenti e gli atteggiament omofobici vanno contrastati. L’attenzione di queste lezioni ed incontri è rivolta anche al bullismo ed al cyberbullismo che purtroppo mietono vittime che restano turbate per sempre o peggio, che decidono di togliersi la vita.

Davide Zotti, insegnante a Trieste e responsabile nazionale del settore scuola dellArcigay, ha dichiarato che in generale si è sviluppato un buon dialogo tra gli studenti e gli insegnanti a rigurado del tema dell’omofobia e dell’omossesualità, in generale.

gay

Il bullismo omofobico non è una cosa da sottovalutare. La scuola non è soltanto un luogo dove si imparano nozioni, è un posto dove vengono formati i futuri cittadini, futuri uomini, donne, padri e madri.  E’ responsabilità delle scuole quella di formare i giovani alla cultura del rispetto verso l’altro.

A scuola per conoscersi”  crea il dialogo e favorisce la riflessione. Zotti ha dichiarato che è importante imparare  dignità della persona, i diritti umani fondamentali e la cittadinanza.

Poter condividere il proprio pensiero o esperienza e creare una rete di solidarietà e cooperazione all’interno della comunità scolastica, può cambiare il destino di molti giovani, prevenendo la violenza e la discriminazione.

 

Giulia Livia

(Riproduzione riservata)