Ferriera, il Comune incarica un pool di avvocati veneti

20.12.2017 | 8.28 – Il Comune di Trieste approverà domani in giunta l’incarico a un pool di avvocati padovani per la valutazione delle presunte inefficienze e violazioni rispetto agli Accordi di programma e all’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), relative alla ferriera di Servola.

Lo ha annunciato ieri l’assessore all’ambiente Luisa Polli, che ha parlato di un gruppo di professionisti che ricopre “tutti gli aspetti giuridici che riguardano la materia”, in apertura dell’incontro a Palazzo Gopcevich focalizzato “sugli impatti ambientali e sul benessere della popolazione riferiti alle ricadute di emissioni dall’area a caldo della ferriera di Servola”. Oltre al Comune di Trieste, hanno partecipato all’evento le associazioni ambientaliste Legambiente, No Smog e Fare Ambiente.

Legambiente ritiene che sia necessaria la chiusura dell’area a caldo e che il principale interlocutore per una svolta del percorso sia la Regione FVG. L’elemento più critico appare la necessità di una valutazione degli effetti dell’inquinamento sulla salute dato che i risultati delle ricerche pubbliche condotte sono considerati non sufficienti. Inoltre Legambiente sottolinea l’importanza della partecipazione della società e quindi il compito delle istituzioni di “informare costantemente i cittadini sullo stato dell’ambiente, sugli impatti che producono opere ed infrastrutture”.

Anche Fare Ambiente sostiene che vi sia stata “una mancanza di trasparenza nella comunicazione da parte degli enti preposti” e mira a un progetto di riqualificazione verso attività differenti dalla siderurgia. L’associazione No Smog Onlus ricorda di aver presentato, in occasione dell’ultima revisione dell’Aia, “8 pagine di osservazioni motivate, relativamente alla qualità dell’aria” sostenendo che non siano state prese in considerazione.

Il consulente del Comune di Trieste, Pierluigi Barbieri, ha analizzato alcuni aspetti delle segnalazioni della popolazione servolana alla polizia locale, evidenziando alcuni elementi ricorrenti come le deposizioni solide, gli odori e i gas irritanti. Per questo motivo, ha elaborato alcune richieste ad Arpa Fvg “volte a definire un quadro realistico e collegato alla situazione vissuta dalla cittadinanza”.

A margine dell’incontro, il sindaco Roberto Dipiazza si è detto ottimista. “La battaglia del sindaco, vi do la mia parola d’onore, è quella di arrivare alla chiusura dell’area a caldo”, ha ribadito.

Emily Menguzzato