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mercoledì, 28 Settembre 2022

Val Rosandra, morti appesi su una parete rocciosa gli alpinisti Roberto Nardini e Giorgio Peressoni

4.8.2017 | 10.04 – Tragedia sulla ferrata Rose d’Inverno in Val Rosandra (nella foto di repertorio). Due persone anziane sono state trovate dal Soccorso alpino prive di vita  nella tarda serata di ieri, ancora appese alla parete rocciosa.  Le vittime sono gli alpinisti triestini Roberto Nardini di 84 anni e Giorgio Peressoni di 78 anni. 

Come reso noto dal Cnsas di Trieste, l’allarme era stato dato dalla moglie di uno dei due uomini, che ha contattato la Polizia di Stato, che a sua volta ha coinvolto il Cnsas di Trieste. I tecnici sono usciti attorno alle 21 e dopo circa un quarto d’ora, risalendo la ferrata, hanno trovato i due uomini appesi al cavo metallico della ferrata delle Rose d’inverno, a poca distanza l’uno dall’altro. Come avvenuto già molte altre volte i due anziani alpinisti avrebbero dovuto fare rientro per pranzo, ma sono morti l’uno cercando di aiutare l’altro in parete.
La tragedia è avvenuta molto probabilmente a causa del malore di uno ed al tremendo sforzo operato dal compagno di cordata per prestare soccorso all’altro.

Il più anziano dei due, che si trovava più in alto, è stato rinvenuto in una posizione che lasciava chiaramente intendere il tentativo di tirare su l’amico per la vita. Il lavoro degli otto tecnici del Cnsas intervenuti sul posto non è stato semplice, infatti prima hanno dovuto attendere prima l’arrivo del medico del 118 per la constatazione del decesso e poi quello della polizia scientifica: entrambi, medico e poliziotto, sono stati imbracati e accompagnati alternatamente in cordata fino al punto del ritrovamento, situato ad una sessantina di metri di altezza da terra, a due terzi della ferrata, nel punto tecnicamente più difficile e verticale della stessa.
Solo dopo queste operazioni, intorno alle tre di notte, gli uomini del Soccorso Alpino hanno potuto calare i corpi dei due rocciatori alla base della parete e trasportarli dal sentiero alla strada vicina. Per fare questo è stato necessario l’intervento del Soccorso Alpino Fluviale dei Vigili del Fuoco, per disporre nel più breve tempo possibile di una seconda barella adatta allo scopo.

I due amici erano legati regolarmente all’imbrago e al cavo, anche se con il sistema di assicurazione ormai datato dei due spezzoni di cordino.

La ferrata Rose d’Inverno – ricorda il CNSAS – è un percorso attrezzato classico di preparazione alla ferrate più impegnative di montagna: è considerato un percorso non difficile e propedeutico, infatti è frequentato dai corsi del Club Alpino Italiano, ma presenta comunque dei brevi tratti verticali.

All’intervento hanno preso parte la Polizia di Stato, la Polizia Scientifica, il 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.

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