Prende forma Libri in Cassetta, biblioteca diffusa di Valmaura. Gli operatori: “Portiamo servizi e cultura in periferia”

3.2.2017 | 17.47 – Si chiama Libri in cassetta il punto lettura aperto nella “Cupola” di Valmaura. Il locale si trova all’ottavo piano della palazzina Ater di via Valmaura 67. In precedenza spazio di aggregazione, oggi funziona come una biblioteca diffusa. È parte del progetto Habitat Microaree gestito da Comune, Azienda Sanitaria e Ater. È stato inaugurato il 23 gennaio scorso, dopo circa tre mesi di lavoro a cui hanno contribuito la cooperativa 2001 Agenzia Sociale, Mavis Toffoletto, responsabile comunale delle biblioteche diffuse, l’associazione TiConZero e diversi educatori di Habitat. Tra questi Tiziana Bianca e Daniela Dellavalle, che hanno coinvolto nel percorso anche un gruppo di circa una decina di residenti di via Valmaura.

Murales interno realizzato dai giovani di Valmaura

“Questa è una zona difficile, molti degli abitanti vivono in condizioni precarie, si sentono abbandonati” dice Tiziana Bianca, educatrice e referente della cooperativa 2001 per il progetto Habitat. “La nostra intenzione – prosegue – è di costruire un’alternativa in questo quartiere, passando per la cultura e la socialità e mettendo al centro le relazioni tra le persone”. Tra i problemi evidenziati dalla Bianca, il più urgente è la disoccupazione: “In un contesto di crisi generale del mondo del lavoro, un quartiere periferico è ancora più in difficoltà rispetto al centro città. Ci sono pochissime opportunità”.

Gli scaffali della biblioteca sono realizzati a partire da cassette di legno

Libri in cassetta nasce per rispondere, nel piccolo, a queste problematiche. La “Cupola”, infatti, oltre al servizio di biblioteca, ospiterà un doposcuola per i ragazzi, corsi di lingue, gruppi di lettura e di ginnastica dolce, ma anche uno sportello di assistenza lavorativa. Sempre per fare fronte alla disoccupazione, il Comune metterà a disposizione alcune borse lavoro per le attività di catalogazione dei libri della biblioteca. Il locale, inoltre, sarà aperto al pubblico il lunedì dalle 14.30 alle 18.00 e il mercoledì dalle 11.30 alle 13.30.

“Come in altri luoghi, anche a Trieste c’è una grande differenza tra centro città e periferie. Per recuperare le zone più difficili ci impegniamo per offrire servizi e creare momenti di aggregazione” commenta Daniela Dellavalle, educatrice. Il contributo della Dellavalle è stato fondamentale per coinvolgere nelle attività i residenti: “C’è un grande senso di comunità in questo rione, anche se i rapporti tra le persone non sono sempre facili. Abbiamo scelto di costruire questo spazio anche con gli abitanti, perché lo sentano proprio”.