A Trieste la MSC Paloma, la più grande nave portacontainer mai entrata in Adriatico

15.12.2016 | 19.30 – “Un risultato, quello di oggi, che non è venuto per caso, ma che si fonda su una serie di azioni portate avanti dall’Amministrazione regionale: il lavoro fatto sulla Riforma dei Porti per far diventare lo scalo di Trieste Autorità Portuale di Sistema, i risultati che stiamo conseguendo sul fronte del rafforzamento dei servizi ferroviari che conferisce maggiore competitività allo stesso Porto e, infine, la collaborazione fra l’Agenzia regionale per il Lavoro e l’Autority, che ha creato l’individuazione di profili professionali di alta competenza e favorito virtuosi processi di stabilizzazione del personale”.

Così la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani oggi alla cerimonia che si è tenuta al Molo VII del Porto di Trieste dedicata all’arrivo della MSC Paloma, la più grande nave portacontainer mai entrata in Adriatico. Costruita nel 2010, misura oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51 di larghezza, per un carico massimo di 14.000 TEU.

La MSC Paloma attraccata al Porto di Trieste, come ha spiegato la presidente Serracchiani, non genera solo una ricaduta perimetrata alle dinamiche di carico e scarico merci, ma produce benefici allargati a un indotto che comprende l’intera regione e il Nord Est. In particolare, ha sottolineato la presidente, perché volumi di questo tipo movimentano tutto quello che sta dietro alla logistica e alla lavorazione dei prodotti.

Da parte sua il presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno D’Agostino ha voluto evidenziare il nuovo ruolo dello scalo regionale di “snodo fondamentale per servire i mercati europei”. Ruolo evidenziato da uno studio internazionale fatto da MDS Transmodal e presentato a Rotterdam durante Intermodal Europe 2016. Nel 2015, infatti, sono arrivate al Porto di Trieste 57 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del +18,49% negli ultimi cinque anni, che ne fanno uno dei primi 20 porti europei: è al quattordicesimo posto ed è l’unico italiano con Genova (diciassettesima) nei top del Continente.

In un arco temporale che arriva al 2030, secondo lo studio fatto da MDS Transmodal, ha delle basi concrete la prospettiva di una crescente competitività di Trieste rispetto ai porti del Nord Europa sul fronte dei traffici con il Far East. Basi che si fondano su una migliore posizione geografica, sulla disponibilità di fondali di 18 metri che consentono l’attracco delle grandi navi portacontainer, come la MSC Paloma, e su un masterplan complessivo da 1 miliardo di euro per l’ampliamento delle banchine e del retroporto.

Alla fine, come ha evidenziato con una certa soddisfazione la presidente Serracchiani, tutto ciò significa posti di lavoro e l’irrobustimento di una tendenza positiva che sta rilanciando, nei fatti, il Porto di Trieste come volano economico e occupazionale di tutto il Friuli Venezia Giulia.