“Indicatori di stress e inquinamento industriale”. Il confronto tra Servola e Guardiella

23.11.15| 10.24- Uno studio comparativo della situazione ambientale di due rioni cittadini, Servola e Guardiella, realizzato dall’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste e dall’Università degli Studi di Trieste per conto del Comune e presentato nella veste di un ‘report analitico‘ su “Indicatori di stress e inquinamento industriale. Analisi di un contesto a forte insediamento produttivo”, è stato illustrato ieri in Municipio, alla presenza del Sindaco Roberto Dipiazza, consiglieri comunali di diversi gruppi, il Direttore generale dell’ASUITS Nicola Delli Quadri e i rappresentanti di diversi comitati e associazioni ambientaliste (5 Dicembre, No Smog, Fareambiente, Legambiente).

L’indagine è stata condotta tra ottobre 2015 e gennaio 2016 e suddivisa in due parti: la prima riguardante una valutazione generale sulla qualità della vita e sulla “qualità dell’ambiente”, in termini sia di salubrità ambientale che di attaccamento al rione dove si vive, così come percepita dagli abitanti, e ciò in presenza (come a Servola) o in assenza (a Guardiella) di inquinamento da fonti di tipo industriale; la seconda, più specifica, andando ad analizzare e a evidenziare le differenze, tra i residenti nei due rioni, nelle concentrazioni di due metaboliti ossidanti presenti nelle urine, la Malonildialdeide urinaria (MDA) e l’8-idrossi-2’-deossiguanosina (8-OHdG), entrambi indicatori di uno stress chimico di tipo ossidativo derivante dall’esposizione a contaminanti aerodispersi (il primo relativo in particolare all’involucro membranoso che ricopre le cellule, il secondo al nucleo più interno delle cellule stesse contenente il DNA). Stress ossidativi che sono poi alla base di molte delle principali patologie dell’uomo, da quelle cardiovascolari, a quelle neurodegenerative (ad es. l’Alzheimer), dall’invecchiamento precoce ai tumori.

Per effettuare la ricerca, sono stati coinvolte 400 persone residenti nei due rioni (200 a Servola e 200 a Guardiella), nel complesso 196 uomini e 204 donne, di età compresa tra i 35 e i 69 anni (età media di 52 anni circa).

2016_31316stampa

La prima parte della ricerca, condotta sugli abitanti e la percezione degli stessi dell’impatto ambientale, ha fornito dati abbastanza simili fra i due rioni, per quanto concerne gli aspetti della “salute psicologica” e dei “rapporti sociali”, ma già diversi per la “salute fisicapercepita (ad esempio per la peggiore qualità del sonno dichiarata dai servolani), e soprattutto per la qualità ambientale (riguardante la percezione di inquinamento, il ritrovamento di polveri, odori e rumori),

Hanno invece sorpreso i risultati della seconda parte, l’aspetto “fisico” delle analisi chimiche condotte sulle urine, che ha raffrontato la presenza di metaboliti ossidanti, sussistenti il primo (la Malonildialdeide urinaria – MDA, incidente come detto sulla membrana esterna delle cellule) in misura doppia a Servola rispetto a Guardiella (valore medio 1,28 rispetto a 0,61, misurati in μmoli·g-1 CRE), ma il secondo (l’8-idrossi-2’-deossiguanosina – 8-OHdG, incidente sul nucleo interno della cellula) addirittura di moltissime volte – circa 83 volte – superiore a Servola rispetto a Guardiella, zona quest’ultima dove praticamente il dato non è riscontrabile (il confronto è in questo caso di 36,63 di Servola μmoli·g-1 CRE contro lo 0,44 di Guardiella).

Non si tratta di una ricerca “completa”, hanno avvertito i presentatori, perchè “basato su un campione purtroppo più ridotto rispetto alla precedente indagine sulle percezioni personali formulata tramite questionari, e ciò in quanto non tutti i campioni di urine erano disponibili o utilizzabili in ugual numero – anche per la necessità di togliere dal novero i fumatori, o gli addetti a lavorazioni specifiche ecc.), e perciò limitato, alla fine, a un centinaio circa di campioni totali che si sono potuti testare (62 del rione di Servola e 51 di quello di Guardiella)”.

Tuttavia, pur con la necessaria prudenza, i dati sono incontrovertibili:  “ciononostante è evidente come i due biomarcatori urinari dimostrino una significativa differenza tra la popolazione “esposta” (quella di Servola) e quella “non esposta” e come i valori di picco risultino molto ben definiti, indicando uno stato di evidente sofferenza e una situazione complessiva dalla quale emergono effetti negativi per la salute collegati al fatto di abitare nell’area industriale in esame”.

2016_31329stampa

Verso la fine della conferenza stampa, l’Assessore Luisa Polli ha ribadito come “la linea di questa Amministrazione di addivenire alla chiusura dell”area a caldo‘ della Ferriera”, affermazione ripresa dalle parole di chiusura del Sindaco, “i valori emersi dall’indagine, in special modo quelli riguardanti le urine, appaiano particolarmente pesanti e pericolosi. Dati sui quali bisognerà assolutamente riflettere poiché comportano un attacco alla salute dei cittadini. E non lo dice il Sindaco ma un’indagine dell’Azienda Sanitaria e dell’Università”.