Spacciavano sul molo Audace anche a minorenni, arrestati dalla Polizia

6.10.16 | 06.00 – Undici cittadini afgani – tutti richiedenti protezione internazionale – sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Trieste, con l’accusa di spaccio di stupefacenti.
Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federico Frezza, gli agenti della Squadra Mobile di Trieste hanno rilevato centinaia di cessioni, anche nei confronti di minorenni.

Gli accertamenti, durati due mesi, hanno preso avvio dopo che un giovane (minorenne), trovato in possesso durante un controllo di una modica quantità di hashish, aveva raccontato che la droga gli era stata venduta da alcuni afghani sul molo Audace.

L’uso dei tradizionali metodi di investigazione, quali l’osservazione, il pedinamento e il sequestro di stupefacenti con la tecnica del ritardato arresto, hanno permesso di appurare che gli stranieri, diventati in poco tempo un “punto di riferimento” anche per i giovanissimi, utilizzavano il molo Audace proprio per la facilità con cui si potevano liberare della droga nel caso di controlli di polizia, gettandola in mare.

Per contrastare le attività di vigilanza, gli spacciatori avevano predisposto una vera e propria rete di controllo con vedette che utilizzavano segnali sonori per avvisare i complici della presenza di persone ”sospette”.
Alcuni dei pusher si occupavano di nascondere lo stupefacente tra le siepi presenti sul lungomare mentre altri ancora si dedicavano alla vendita “al dettaglio”.

Per poter svolgere indisturbati la propria attività di spaccio, gli arrestati prediligevano l’imbrunire, mentre l’hashish era confezionato in piccole dosi, poi nascoste tra le piante, per essere prontamente disponibili alla vendita.

L’operazione della Squadra Mobile giuliana ha portato anche al sequestro di numerosi dosi già confezionate.

Cinque delle persone fermate sono stati poste agli arresti domiciliari nelle strutture per richiedenti asilo di ICS e Caritas, anche se la Prefettura ha già provveduto per costoro a revocare lo status giuridico formulando il decreto di espulsione.

L’età degli arrestati va dai 18 ai 29 anni, il più anziano del gruppo – a Trieste dal 2013 – è stato trovato in possesso di 3600 euro in contanti.

L’operazione illustrata ieri, segue di poco più di 3 mesi quella che aveva stroncato una rete di spaccio che agiva nella zona di via della Geppa.
La banda era formata da sei cittadini afghani, tutti richiedenti protezione internazionale, che utilizzavano come base di stoccaggio per la droga e per il denaro proveniente dalla vendita, un appartamento di via Milano.

Sull’episodio che vede nuovamente protagonisti alcuni richiedenti asilo, si registra il commento del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) che in un comunicato stampa esprime “apprezzamento per l’iniziativa delle forze dell’ordine di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, che mira a isolare dalla comunità dei richiedenti asilo un piccolo numero di persone che, per diverse ragioni e consapevoli della gravità della loro scelta, hanno deciso di agire quali terminali del piccolo spaccio. Alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta erano state già segnalate alle autorità competenti da parte di questo ente.
L’operazione condotta contribuisce – prosegue il comunicato – a contrastare lo sfruttamento (sempre a danno degli ultimi) da parte della criminalità organizzata verso la quale ci auguriamo vengano rivolte sempre maggiori attenzioni da parte della polizia in futuro per risalire alle effettive organizzazioni, italiane o straniere, che muovono le fila: quello dello spaccio non è, infatti, un fenomeno nuovo a Trieste, di cui le persone arrestate ieri costituivano solamente l’ultimo tassello di una lunga catena malavitosa che senza scrupoli utilizza alcuni dei soggetti più sprovveduti e sradicati per le proprie attività”.

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