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lunedì, 3 Ottobre 2022

Il Partito Democratico attacca Dipiazza sulla Ferriera, critiche anche alle associazioni. Domani presentazione dell’esperto ambientale del Comune

29.8.16 | 19.50 – Come già fatto su altri temi durante una conferenza stampa estiva, il Partito Democratico, all’opposizione in consiglio comunale, attacca la Giunta Dipiazza, sulla questione sempre “calda” della Ferriera, un argomento, che per stessa ammissione del Pd, in qualche maniera ha determinato la sconfitta elettorale del centro sinistra.

L’occasione è stata data dalla recente scadenza (27 settembre) dei 100 giorni che il neo eletto sindaco aveva indicato in un progetto di 10 punti, sottoscritto anche durante un talk show televisivo, nel quale erano contenute le azioni propedeutiche alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera.

Dipiazza  ha voluto, in questi giorni, fare una verifica sul programma, considerando come realizzati otto punti su dieci.

Questa mattina, è arrivata la risposta del Pd ed a “mettere in mora”, durante una conferenza stampa, il Sindaco, sono stati i consiglieri Martini, Barbo e Cosolini.

Andando ad esaminare i dieci punti del progetto ha esordito Fabiana Martini – ” ci sono parecchie cose già previste, alcune che erano già “in itinere”, ma nulla di veramente propedeutico per la chiusura dell’area a caldo, tranne il punto 2 ( la verifica tecnica della procedura per la chiusura dell’area a caldo ndr.) il meno attuato di tutti e 10. Anzi eluso”.

La consigliera del Pd – assieme al collega Barbo – ha poi analizzato singolarmente i 10 punti del programma Dipiazza..

Circa il “coinvolgimento del cittadini attraverso la partecipazione attiva dei loro referenti a un “gruppo di lavoro…” indubbiamente – ha commentato Martini – il confronto c’è stato, ma tavoli di incontro periodici ci sono sempre stati, dove sta la novità? Anche perché, rispetto a questi incontri, – e qui è partita la prima frecciatina verso le associazioni ambientaliste –  al di là del racconto che ne fa lo stesso comitato, non abbiamo visto grandi relazioni o grandi cose riferite”.

Ad essere maggiormente contestato il punto 2: “verifica procedure per arrivare alla chiusura dell’area a caldo”.

Rispetto alla versione elettorale di giugno è rimasta fuori la parte “stesura di un cronoprogramma (attività -tempi)”; Dipiazza dice di aver completato questo punto, ma perché non riferisce puntualmente gli esiti di questa verifica, che dovrebbe essere motivata dal punto di vista amministrativo, avere l’indicazione di tempi. Di ciò nulla si sa e dal punto 2 del programma, rispetto alla versione elettorale di giugno, è scomparso l’impegno “stesura del cronoprogramma (attività -tempi)” della chiusura. Come mai è stata stralciato l’impegno di una stesura di un cronoprogramma?

Sul punto 3: “Verifica punti Accordo di programma non ancora rispettati e criticità e valutazione per ordinanze maggiormente restrittive”.

“Ci aspettavamo maggiore trasparenza, non sappiamo nulla di questa verifica, né si sa se ci sono gli estremi per emettere ordinanze più restrittive. Se la memoria non c’inganna però il sindaco attuale era il candidato che, alcuni mesi fa, imputava al suo predecessore di non aver emesso provvedimenti più drastici. Lui cosa aspetta?”

Circa il posizionamento delle centraline di monitoraggio ambientale, la consigliera ha chiesto se il posizionamento sia stato rivisto e quali esiti abbia dato la verifica, ipotizzando che ci sia limitati a “prendere nota di indirizzi già conosciuti”.

Sulla potatura degli alberi che con le loro fronde coprivano le centraline, Fabiani non potendo non ammettere che la potatura degli alberi sia stata fatta, ha detto: “non ci pare sia propedeutica alla chiusura e non ci risulta, come si “presumeva”, che ci sia stato un peggioramento dei dati”.

In merito alla possibilità di acquisto, da parte del Comune,  di centraline di rilevamento autonome rispetto alla rete Arpa, il consigliere Barbo ha domandato quale sia stata la pronuncia in merito da parte dei tecnici del Comune. “L’unica cosa che ci risulta – ha aggiunto – è la notizia una sorta di diffida da parte dell’Arpa.

“Sull’analisi delle polveri dei giardini inquinati (punto 7), il lavoro è in corso -ha osservato il consigliere della minoranza- ma non lo fa il Comune e quindi non si capisce quale dovrebbe essere il merito del sindaco, semmai emerge (cf Telequattro del 13 settembre) che il sindaco considera le analisi una stupidaggine”.

Sulla questione “richiesta revisione dell’AIA” (punto 8), Barbo ammette che una revisione è stata effettivamente  chiesta, ironizzando: “questo è un argomento su cui il sindaco ha una certa esperienza visto che in presenza di dati molto peggiori ( ma con un AIA diversa ndr.) non l’aveva ottenuta dall’Amministrazione regionale a guida Tondo. Sarebbe interessante capire se questa richiesta perciò era solo una boutade d’immagine e quale era il parere tecnico a questo proposito del dirigente del Servizio Ambiente, competente a sedere al tavolo della conferenza sull’AIA”.

L’AIA precedente a quella attuale, sul quale il Comune all’epoca aveva posto il “veto”, era stata rilasciata d’autorità dalla Giunta Illy (ndr).

La redazione del piano acustico comunale era già programmata e in fase di avvio con la giunta Cosolini e, secondo l’opposizione di centro sinistra, l’attuale amministrazione, sta quindi semplicemente dando continuità ad un lavoro già iniziato.

Sul capitolo: “Verifica iter autorizzativi capannone laminatoio e situazione barrieramento a mare”.

Ironico anche in questo caso il commento: “cosa vuol dire verificare l’iter autorizzativi del capannone laminatoio? Tutti gli atti sono disponibili negli uffici comunali che hanno partecipato all’iter con puntualità e rigore: vuol dire farsi fare qualche fotocopia”?

Per dovere di corretta informazione, bisogna segnalare che proprio in merito all’avvio effettivo dei lavori e iter autorizzativo per il capannone del nuovo laminatoio, lo scorso 16 dicembre,  il senatore triestino Lorenzo Battista aveva depositato un “atto di sindacato ispettivo” chiedendo quali fossero i  criteri per i quali, citiamo: “siano stati realizzati i pilastri, già in parte edificati in data antecedente all’emissione del decreto citato, atteso che le prescrizioni di costruzione sono contenute nello stesso decreto (del 2/11/15 ndr.)”.

È poi intervenuto l’ex sindaco Cosolini: “sono meno severo dei miei colleghi – ha detto – da ex sindaco so che 100 giorni sono pochi, diciamo la verità: lui ( Dipiazza ndr.) non ha promesso la chiusura in 100 giorni, però è passato il messaggio che in 100 giorni si sarebbe avviato un  percorso irreversibile propedeutico alla chiusura dell’area a caldo, i video e i documenti lo testimoniano.

Per me era chiaro fin da subito che nei 10 punti non c’era nulla di propedeutico ad alcunchè, ma solo azioni banali ( potatura alberi) o la continuazione di cose già avviate dall’amministrazione precedente, ma cose, come ad esempio le centraline sono rimaste lì dove stavano prima.

Il punto 2 presentava il cronoprogramma, ovvero provvedere nei 100 giorni a tutta una serie di scadenze e azioni conseguenti ad una serie di passaggi amministrativi.

Qui lo scivolone più clamoroso, il cronoprogramma non c’è e non può esserci– ha osservato Cosolini- ,  siccome era impossibile anche attribuirsi la sufficienza in pagella, l’esaminando che si fa esaminatore ha cambiato la materia , facendo sparire la “stesura del cronoprogramma ( attività e tempi) della chiusura!DSCF0962[1]

Da Cosolini è arrivato poi un attacco, alle diverse associazioni e comitati.

“Su questo – ha proseguito –  il problema non è l’auto promozione del sindaco, ma è poco serio che sindaco venga promosso da chi ha portato in piazza diverse volte molti cittadini convincendoli che la chiusura era un obiettivo raggiungibile, che per questo bisognava esercitare una forte pressione nei confronti delle istituzioni e che poi ha chiesto espressamente di votare un sindaco, perché questi avrebbe rappresentato le prospettive di chiusura. Trovo che la cosa più sorprendente di queste giornate sia questa “promozione”.

Con un post sulla sua pagina Facebok, Cosolini è stato ancora più chiaro sul tema: “mi dispiace per chi magari c’ha creduto e in vista del 19 giugno ha accolto l’invito a votarlo per questo obiettivo pur non condividendo il programma del centrodestra su altri temi: oggi si ritrova le ordinanze, le retromarce su diritti, su idea di città e di comunità, annunci superficiali e confusi dei referenti di cultura ed economia ecc… ma certo non la prospettiva della chiusura.

“Dall’analisi dei 10 punti – ha chiosato Cosolini – viene fuori il nulla o quasi.

L’unica cosa chiusa in questi 100 giorni è un treno che non inquinava e che, durante la campagna elettorale, non rappresentava un problema della città, ma che anzi poteva svolgere in prospettiva una funzione importante per la mobilità e per lo sviluppo turistico”.

“Ma questa è un’altra storia”– conclude l’ex primo cittadino su Facebook.

Rispondendo indirettamente alle critiche dell’opposizione – domani mattina in Municipio – il Sindaco Dipiazza terrà una conferenza stampa sul tema “Punto della situazione della Ferriera di Trieste e presentazione del nuovo esperto che affiancherà il Comune nel monitoraggio della qualità ambientale nel rione di Servola”.

E’ previsto anche l’intervento dei rappresentanti dei Comitati e delle associazioni ambientaliste che fanno parte del gruppo di lavoro tematico.

 

 

 

 

 

 

 

 

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