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venerdì, 12 Agosto 2022

Chirurgia, il direttore De Manzini: “L’attesa media per una visita specialistica è di 48 ore. E non eccede mai i 7 giorni”

22.9.2016 | 16.33 – Si è tenuta oggi presso la Direzione Generale dell’Ospedale di Cattinara (palazzina Uffici) la conferenza stampa sulla riorganizzazione del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste. L’UCO di Chirurgia Generale è l’unica struttura di chirurgia generale di Trieste, e deve soddisfare la richiesta di un’utenza sia locale, sia propria del ruolo di hub, sia legata all’attrazione. Deve anche far fronte alle urgenze di chirurgia generale che si possono presentare in qualsiasi giornata a qualsiasi ora. Questo comporta una distribuzione dei percorsi clinico-assistenziali differenziata per patologie e per gravità: è quindi necessario che tutti i chirurghi siano operativi per le rotazioni di chirurgia d’urgenza, e che per gruppi si dedichino alle differenti nicchie di attività di elezione.

La gestione delle linee guida, dell’aggiornamento, della valutazione dei gruppi di patologie sono state affidate ad alcuni medici. A cascata sono stati organizzati gli ambulatori dedicati, in modo che il paziente venga visto da subito dal collega competente nel settore: questi sono, oltre all’ambulatorio quotidiano dove arrivano pazienti senza indicazione specifica, quelli di senologia (che fa capo alla Breast Unit), chirurgia colo rettale e epatobiliopancreatica, chirurgia bariatrica, endocrinochirurgia, chirurgia proctologica, chirurgia del melanoma. L’attesa media per un appuntamento di visita specialistica è di 48 ore, e non eccede mai i 7 giorni. Questo fa si che anche per patologie gravi non sia necessario ricorrere al canale dell’urgenza, proprio per le patologie acute.

Contrariamente ad altre strutture pubbliche, l’UCO garantisce che, nei limiti del possibile, il paziente sia operato dal chirurgo che lo ha visitato e preso in carico, per personalizzare le cure e migliorare il contatto con il paziente. I controlli postoperatori precoci sono affidati ad un ulteriore ambulatorio dedicato, mentre il follow up dei tumori colo rettali, epatici e pancreatici segue un programma a lungo termine, sempre con orari e spazi dedicati. Tutti i casi oncologici, gastroenterologici complessi, bariatrici, senologici, vengono discussi in riunioni multidisciplinari dedicate e calendarizzate, con la partecipazione di altri specialisti. Le sale operatorie sono organizzate in modo dedicato, per gruppi di patologie, in modo da rispettare le priorità e ottimizzare oltre che il controllo della lista d’attesa, anche la gestione dei materiali e delle tecnologie delle sale operatorie.

E stato avviato da più di un anno un accordo tra professionisti, in modo da centralizzare la chirurgia dei tumori dell’esofago a Udine e quella dei pazienti con obesità patologica a Trieste, preparando i pazienti nelle rispettive città di residenza e affidandoli per la chirurgia al reparto specializzato. Questo tipo di accordo è per il momento l’unico in regione. E’ in corso d’opera la formazione degli infermieri dei distretti, per poter demandare alcune cure postoperatorie al sistema extraospedaliero, per migliorare il confort dei pazienti. Questa riorganizzazione ha permesso inoltre di far crescere ed esaltare delle professionalità della struttura che è stata accorpata, professionalità che trovano spazi, materiali, tecnologie e disponibilità nettamente maggiori.

I numeri: L’UCO di Chirurgia Generale opera circa 2500 pazienti l’anno, con un aumento della gravità dei casi trattati. La tabella che segue illustra alcuni esempi

Azienda sanitaria tabella 22.9.2016

“Questi dati – sottolinea Nicolò De Manzini, direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e Toracica -spiegano come la migliore organizzazione dell’attività e l’individuazione di percorsi specifici per patologia e dedicati al paziente abbiano consentito di migliorare l’offerta chirurgica e la sua qualità, pur in un sistema con le medesime risorse, in attesa di poter superare l’attuale collo di bottiglia dato dal numero di sedute operatorie ancora migliorabile”.

“L’attività universitaria, con la didattica per studenti delle lauree magistrali e triennali, vede coinvolti i 4 medici universitari, il tutoraggio di studenti, tesisti e specializzandi che coinvolge tutti i 24 medici strutturati. I tesisti sono 4-6 ogni anno, gli specializzandi sono 4-6 per anno per 5 o 6 anni a seconda degli ordinamenti. Questo comporta per loro l’organizzazione delle rotazioni nei differenti settori della struttura, in altre strutture dell’Azienda e delle Aziende collegate nella rete formativa. La produzione scientifica è costante e notevole, in termine di articoli su riviste internazionali, capitoli di libri, partecipazione a progetti europei. Ogni anno vengono organizzati da uno a due convegni di chirurgia specialistica. La reputazione – conclude De Manzini – della struttura fa sì che ogni anno ci siano 15-20 chirurghi visitatori, provenienti dall’Italia e da paesi dell’est europeo, per dei corsi intensivi o delle fellowship”.

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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