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Trieste
mercoledì, 17 Agosto 2022

Accampati in Piazza della Borsa per dire NO all’ordinanza “anti-barboni”


“Stanotte dormiamo qua per restare svegli”

“Being homeless is not a crime”

Sono solo alcuni dei commenti mordaci scritti sui cartoni appesi alla bell’e meglio sul colonnato; cinque ragazzi sistemano i loro giacigli, appostati sotto il portico del Palazzo della Borsa Vecchia. Sotto lo sguardo austero e granitico di Minerva si preparano alla prima notte all’addiaccio.
Mentre il brusio della tanto temuta movida si disperde barcollando, lasciando spazio alla bora, lo spettacolo dei cinque accampati continua sotto i riflettori del tempio dorico.

Non sono globetrotterclochard, bensì un comitato di giovani indignati dalla recente proposta del vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti – l’ormai malfamata ordinanza “anti-barboni“.

QUI IL LINK del comitato

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Un breve riepilogo delle puntate precedenti: nelle ultime settimane le misure di “recupero dell’ordine e del decoro” della città promosse dal programma Dipiazza hanno diviso l’opinione pubblica triestina, tra lo scoramento impotente di alcuni e la soddisfazione – al limite della catarsi sadico-punitiva – di altri; dalla guerra ai parcheggiatori abusivi alle multe per i desperados del Silos, passando per il contrasto alla piaga intollerabile rappresentata dai mendicanti, tutte le misure sopracitate hanno ricevuto le critiche delle associazioni e delle realtà che con queste “intollerabili piaghe” operano ogni giorno e che hanno descritto un clima politico più interessato all’apparenza (il muscolo ipertrofico) che non alle radici dei problemi sociali (il corpo da nutrire).

L’ultima proposta, nata dalla determinazione del vicesindaco Roberti, mira ad imporre il “divieto assoluto” a chiunque di bivaccare in strada, sia di notte che di giorno; complementare alla caccia all’uomo sarà la ricerca del decoro, con oggetti personali e cianfrusaglie dei senza tetto che, minaccia Roberti, se incustoditi verranno gettate nella spazzatura.

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La proposta ha già incontrato un ventaglio di critiche, oltre dalle rappresentanze politiche di opposizione, anche dalla Comunità di San Martino al Campo, della Caritas diocesana e dalla Comunità di Sant’Egidio – realtà che lavorano assiduamente per sostenere gli individui e le famiglie con difficoltà spesso non solo economiche e che in virtù del loro rapporto quasi quotidiano con i tanto vituperati “senza tetto” rifiutano l’affermazione polemica dello stesso Roberti che “chi sta in strada lo fa per scelta”.

L’intervento dell’assessore alle politiche sociali Carlo Grilli, corso in difesa dell’ordinanza, ha contribuito a smorzate lievemente i toni, ricordando come nelle precedenti amministrazioni Dipiazza si era riusciti a creare un coordinamento tra associazioni per affrontare le emergenze e come, nonostante le dichiarazioni bellicose, la priorità rimane la dignità della persona.

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Nel frattempo si è formato un comitato spontaneo di cittadini – per ora denominato “Quale decoro?“, che oltre al campeggio “urbano” di questa notte ha come scopo dichiarato quello di opporsi alla manifestazione di forza dell’amministrazione tramite azioni dimostrative e maggior diffusione di informazioni relative alla povertà a Trieste; un modo, questo del comitato, di ricercare soluzioni ai problemi sociali all’interno della collettività senza ricorrere ad azioni eclatanti definite dagli stessi operatori espedienti “di facciata”, oppure “strumenti inutili” senza un valido supporto alle realtà operanti sul territorio.

Il primo appuntamento pubblico del gruppo “Quale decoro” avrà luogo mercoledì 3 agosto, alle ore 21 in Piazza della Borsa, per decidere le prossime mosse. L’invito è esteso alla cittadinanza, inoltre saranno presenti le associazioni che lavorano con i senzatetto.

Fulvio E. Bullo

foto di A.C.

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