13.2 C
Trieste
martedì, 4 Ottobre 2022

Visite specialistiche urgenti, niente più Pronto Soccorso

5.7.16 | 2.10 – Inizierà martedì 5 luglio e durerà tre mesi la sperimentazione per l’effettuazione delle visite specialistiche urgenti; la modifica, inserita tra le “azioni di miglioramento” previste dall’Azienda Sanitaria, dispone nei giorni feriali la prenotazione tramite sportelli CUP delle prestazioni con priorità U (urgenti), rilasciate dal medico di Medicina Generale (il cosiddetto medico di base o medico di famiglia), aggirando l’iter tedioso che prevedeva, per la stessa classe di priorità, l’accesso tramite Pronto Soccorso.

Come si traduce questo provvedimento nella pratica quotidiana del cittadino e quale sarà la risonanza nel sistema sanitario? Lo spiega Nicola Delli Quadri, direttore generale dell’ASUIT, (l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, ex Azienda per l’Assistenza Sanitaria) durante la conferenza tenutasi lunedì 4 luglio nella pittoresca sede di via Costantinides.

direzione sanitaria (2)
La procedura di riorganizzazione recita: “Tutte le persone che avranno una richiesta di prestazione ambulatoriale urgente (prevalentemente visite), non dovranno più passare dal Pronto Soccorso ma saranno gestite direttamente dal CUP aziendale che darà loro un appuntamento entro le 24 ore richeste dalla normativa“.

Questo presuppone l’assunzione generosa ed ingenua di una serie di buone pratiche: in primis da parte del medico di Medicina Generale, che dovrà farsi carico di mediare il senso di impazienza spesso manifestato dall’utente medio, oltre ad indicare correttamente i criteri di appropriatezza per le aree specialistiche; inoltre si dovrà fare affidamento alla coscienza civica dell’utente, in grado di accogliere il suggerimento del medico nella propria – legittima – richiesta di cura.

Proprio su questo tema Delli Quadri non sembra cedere, supportato dal direttore del Pronto Soccorso Walter Zalukar nell’affermare il diritto alla salute: levata di scudi senza eccezioni e il concetto, ribadito a più voci, del significato dei codici colore come segnalazione di priorità e non di appropriatezza; questo anche nei casi in cui il paziente, probabilmente ben abituato all’accesso “facile” in un ospedale come quello di Cattinara (a non più di 15 minuti d’auto dalle zone più remote della provincia), si ritrova ad affollare le sale d’attesa del tanto vituperato “PS”. L’ipotesi è facilmente verificabile analizzando le statistiche relative ai mezzi d’arrivo: il 92% dei codici bianchi arriva infatti in Pronto Soccorso con mezzi propri.

Per quanto riguarda gli accessi totali, è lapalissiano il boom rispetto al 2015 (3019 in più solo nel periodo gennaio-maggio, con un incremento dell’11,6%); solo i codici bianchi aumentano di 2000 unità rispetto allo scorso anno (gennaio-aprile) e si segnala anche un aumento significativo nella media dei ricoveri; a rendere ancora più saliente il commento sui dati, il recente intasamento denunciato da numerosi cittadini e relativo alla giornata del 27 giugno, in cui ben 255 persone si sono rivolte al Pronto Soccorso finendo ammassate lungo i corridoi.

(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

«E’ evidente» ha commentato Delli Quadri «che il grande difetto di un Pronto Soccorso come quello dell’Ospedale di Cattinara è rappresentato dal suo limite strutturale»: inaugurato nel 1984 assieme al resto del comprensorio (ma progettato vent’anni prima), era pensato per un numero di utenti ben inferiore.
La soluzione appare quindi l’applicazione di una serie di misure volte ad alleggerirne il carico: oltre alla sopracitata prenotazione tramite CUP si è parlato in conferenza stampa di un aumento nell’organico dei trasporti (barrellieri) assegnato al PS; della riorganizzazione della presenza del medico radiologo durante l’orario pomeridiano e di un’ulteriore attivazione di tecnici di radiologia per le urgenze di sala operatoria; un aumento dei posti per esami radiologici (stimato in 5 unità); la revisione e la condivisione di protocolli tra PS e altri reparti (ad esempio con ortopedia), così da facilitare (e velocizzare) gli accessi.
Una batteria di opzioni per migliorare un servizio spesso sotto accusa e i cui effetti si vedranno appena tra qualche mese, in un momento in cui la sanità regionale sembra andare incontro a venti di tempesta (qui l’articolo sulla proposta di abrogazione della riforma Serracchiani-Telesca).

direzione sanitaria (1)

 

Fulvio E. Bullo

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore