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martedì, 4 Ottobre 2022

ITS Fashion Show, sfilano le creazioni dei giovani talenti (FOTO)

17.7.16 | 22.45 – Il Salone degli Incanti si veste anche quest’anno di colori sgargianti e riflettori da showbiz. 41 finalisti, 21 nazioni rappresentate, 935 progetti iscritti: è una serata emozionante e piena di ispirazioni quella che conclude la quindicesima edizione dell’International Talent Support; una serata in cui, come ricorda Barbara Franchin – la madre illuminata della competizione – “tutti i finalisti sono vincitori e tutti ora fanno parte della grande famiglia di ITS”.

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Oltre la festa, i nomi: la vincitrice acclamata del premio ITS Fashion Award è la neozelandese Mayako Kano, che riesce a stupire la giuria con il tepore dei toni e le trame raffinate dei capi proposti. Accanto a lei la tedesca Anna Bornhold conquista l’OTB Award (pari merito assieme a Niels Gundoft Hansen) e ottiene anche un premio fuori passerella; le sue creazioni stupiscono e divertono – corpi sessualmente non definiti in abiti provocatori che mimano oggetti d’uso comune e rimandi zoomorfi.

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Non è l’unica pluripremiata: Helen Kirkum, inglese, si presenta con entusiasmo molto poco “british” quando le viene assegnato l’ITS Accessories Award (10mila euro); ottime le sue proposte nel segno del riutilizzo, tanto che convince anche la giuria del Vogue Talents Award a nominarla meritevole del premio omonimo.

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Tra i gioielli – parte fondamentale della proposta di ITS – spiccano i nomi della kazaka Tatiana Lobanova (Swarovsi Award) e della tedesca Sari Rathe (ITS Jewelry Award): quest’ultima lancia la sua proposta al pubblico presente, con pietre preziose dai toni delicati in grado di caratterizzare – anzi di più, di definire – la persona che le indossa.

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L’Italia è degnamente rappresentata per quanto riguarda la sezione Artwork, grazie alle curiose creazioni di Marco Baitella: italiano sì, ma educato al Royal College of Art di Londra, Baitella sembra avere una predilezione per gli oggetti smontati, rimontati, sezionati e in analisi, per la pastasciutta e il colore sgargiante.

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Cala il sipario, ma per “gli abitanti di Utopia” (i 41 creativi ospiti della competizione triestina) inizia il vero lavoro: un percorso fatto di scambi e contatti, di progetti e nuove sfide all’insegna del cambiamento.

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Fulvio E. Bullo

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