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mercoledì, 10 Agosto 2022

Ex silos: firmata dal Sindaco l’ordinanza di sgombero

8.1.16 | 0.10 – Come già annunciato nei giorni scorsi in un comunicato ufficiale e ribadito ieri con un lungo post sulla sua pagina Facebook, il Sindaco Cosolini ha ​emesso poche ore fa un’ordinanza di sgombero dell’ex silos che da tempo “ospita” in condizioni igienico sanitarie precarie numerosi profughi.

L’ordinanza riassume quello che da lungo tempo viene ripetuto in maniera trasversale, ovvero le condizioni precarie e lo stato di abbandono, mancanza di acqua, elettricità e servizi igienici e l’ingente presenza di rifiuti, in cui versano gli spazi dell’ex Silos di piazza della Libertà, dove si sono installate numerose persone di varie nazionalità.
In una sorta di “scoperta dell’acqua calda” nel provvedimento sindacale e come richiamato più volte dalle autorità sanitarie, il sito viene definito come “assolutamente non idoneo ad accogliere persone, neppure temporaneamente per la mancanza delle più elementari regole d’igiene, con conseguente grave pregiudizio per l’igiene e la salute degli occupanti”.immigrati_dentro_il_silos_26.8.2015

L’ordinanza di sgombero che prevede il “divieto di accesso e di utilizzo dell’edificio rivolta a chi, a qualunque titolo, occupi l’edificio in questione, nonché a chiunque altro vi possa accedere”…è stata preventivamente comunicata al Prefetto e quindi trasmessa alla Questura, alle Forze dell’Ordine, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e all’AAS. n. 1 Triestina.

Delle pulizie e dell’asporto dei rifiuti presenti all’interno del sito si occuperà l’Acegas in accordo con la proprietà che ha 7 giorni di tempo per mettere in sicurezza l’immobile, alla sua recinzione, all’apposizione dei segnali ed alla vigilanza, anche con guardie giurate, in modo da impedire l’accesso alle persone non autorizzate.

​Ammettendo che, in mancanza di efficaci provvedimenti di ricollocazione dei profughi presenti in città, l’ordinanza potrebbe non avere risultati concreti, ma solo “spostare” il problema, il Sindaco Cosolini ha riaffermato come sia assolutamente indispensabile “il trasferimento di almeno 200 persone fuori dal territorio comunale, da qui a fine febbraio. Essendo pertanto necessario – conclude la nota del Comune – che anche gli altri territori facciano la loro parte, per poter mantenere la situazione nei limiti della sostenibilità”.

Leggendo tra le righe quindi, sembra che siano quindi circa 900 i profughi ospitati in città, considerando che nel suo lungo post di questa mattina il Sindaco descriveva la “capacità di ospitalità della città come ottimale fino a 700 persone, anche se “continuamente stressata da numeri ben superiori agli 800”.

Sempre su Facebook, il Primo cittadino ha lanciato quella che si può leggere come un’accusa diretta in qualche modo al governo nazionale e alla carente gestione dei trasferimenti: “È indispensabile, e finora non è successo – scriveva Cosolini – che i trasferimenti siano da oggi in poi regolari, tali da compensare gli arrivi sul nostro territorio. Anzi, dovranno essere maggiori, per riportarci sotto il tetto di 700 persone, impegnando altri comuni a fare la propria parte.
È evidente che se così non fosse, le persone che non troveranno posto in accoglienza cercheranno di forzare il Silos, che è stato per Trieste quello che portici, piazze e giardini sono stati per Udine e Gorizia, come ben sanno i miei colleghi Honsell e Romoli.
Per evitare che ciò si ripeta, da oggi non ci sono alternative e perciò saremo intransigenti nelle nostre richieste: trasferimenti più veloci e consistenti, sforzo ripartito con più equità in regione e nel paese”.

“A Trieste – concludeva il post sul social mal celando l’orgoglio – abbiamo scelto di fare il nostro dovere, lavorando sodo per gestire una situazione d’emergenza, cercando di rispettare prima di tutto i diritti dei cittadini e la dignità delle persone”.

Sorge spontanea la domanda sul perché – pur ammettendo le difficoltà – non si sia provveduto prima a sanare la grave situazione di degrado.

Intanto 75 profughi, afghani e pakistani, gli stessi sgomberati dal silos a fine dicembre e ospitati in questi giorni al Palachiarbola, lasceranno Trieste.

MB

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