“Mettersi in gioco e pensiero critico”, al via la terza edizione della “Scuola di Filosofia di Trieste”

10.11.15 | 10.50 – Un’ iniziativa che ha avuto il suo primo atto di nascita ormai 10 anni fa con l’istituzione a Trieste di un “Laboratorio di filosofia contemporanea”: perché l’interesse verso la filosofia è così diffuso e al tempo stesso perché non trova la possibilità di esprimersi pienamente nell’ambito dell’insegnamento istituzionale?

Cercare di dare ascolto a queste esigenze ha significato per gli organizzatori interrogarsi sul senso del fare filosofia e sulla possibilità di aprire nuovi spazi al di fuori dai circuiti già esistenti.
Così, nel 2013, è stato messo in opera un progetto di “Scuola” completamente autonomo e aperto a tutti, studenti, operatori in vari settori e anche insegnanti.

La terza edizione affronterà il tema “Mettersi in gioco”. Il sottotitolo: “Esercizi per un pensiero critico”, fornisce un’idea di come i promotori vogliano insistere sul carattere civile e pubblico della filosofia e sull’esigenza di considerarla uno strumento critico non limitato specialisticamente ma fruibile da tutti coloro che vogliono allargare la propria prospettiva di pensiero, qualunque sia l’attività svolta nell’ambito sociale.

Si tratta di un’iniziativa rivolta all’intera cittadinanza, provvista di un linguaggio non tecnico in senso stretto e dunque ampiamente comprensibile, centrata su un insegnamento non frontale, sempre seminariale e dialogico, mirante alla socializzazione dei partecipanti e alla creazione di una coscienza critica. Una filosofia, quindi, aperta agli altri saperi, alle scienze sociali e a quelle legate al concetto di vita, di salute e di salute mentale.

Una “Scuola” che ha avuto un’adesione elevata (mediamente cento richiedenti ogni anno), ha richiamato partecipanti dall’intera Regione (e anche da altre regioni), ha mantenuto un alto livello di partecipazione attiva ai seminari e ai laboratori (inclusa la produzione di testi ed elaborati individuali e di gruppo), ha riscontrato provenienze culturali molto differenziate e una diffusa esigenza da parte dei corsisti di reiterare l’esperienza fatta.

Le lezioni della Scuola si terranno il sabato pomeriggio (ore 15-19) e la domenica mattina (ore 9-13), a settimane alterne, dal 9 gennaio all’8 maggio 2016, per un totale di 72 ore di lezione (suddivisi in 54 ore di lezione frontale e 18 ore di laboratori seminariali).

Le lezioni avranno luogo presso la direzione del Dipartimento di salute mentale, via Weiss 5 (Parco di San Giovanni) a Trieste.

I corsi previsti per il 2016 sono i seguenti:

Il concetto di pericolosità (10 ore)
Mario colucci / Ilaria papandrea
Dalla genealogia dell’idea di individuo pericoloso nel discorso medico e giudiziario del secolo xix all’attuale diffusione dell’idea di rischio sociale nel pensiero politico. Quali nuovi problemi teorici e quale la posta in gioco per la psichiatria e la psicoanalisi di fronte a tale nozione pervasiva di pericolosità?
Con la partecipazione di Andrea Muni

Da vuoto a vuoto”. Il gioco della scrittura (10 ore)
Giovanna Gallio
Muovendo dalla domanda “che cos’è la letteratura?” e “che cos’è un autore?”, il corso esamina il rapporto tra biografia e scrittura, in particolare le strategie epistolari di Kleist, Dickinson e Kafka. Quale rapporto dobbiamo supporre tra la scrittura come messa in gioco radicale e l’esperienza della vita malata? O tra la “morte dell’autore” e la costruzione del legame sociale mediante la scrittura?
Con la collaborazione di Sergia Adamo

Marx in gioco (10 ore)
Raoul Kirchmayr
Il corso indaga se sia possibile rimettere in gioco alcuni concetti di Marx, come quelli di “soggetto” e di “crisi”, attraverso la lettura e la discussione di testi archiviati come “classici” ma quasi del tutto dimenticati.

Il pensiero debole (10 ore)
Pier Aldo Rovatti
Viene ripercorsa la storia di questa discussa proposta filosofica, il contesto da cui è nata e i problemi che ha sollevato, evidenziando soprattutto i temi del paradosso e del gioco.
Con la collaborazione di Tiziano Possamai

Un pensiero che non tiene. Il caso Nietzsche (10 ore)

Massimiliano Roveretto

Mediante l’identificazione del pensiero di Nietzsche con il compimento della metafisica, Heidegger gli ha conferito piena cittadinanza in seno al discorso filosofico, ma ne ha anche soppresso la singolarità e lo scacco. Al contrario, il corso muoverà proprio dal “fallimento” del pensiero di Nietzsche vedendo qui la ragione, paradossale, per cui noi non possiamo prescindere.
Con la partecipazione di Stefano Tieri

La “suspense”, un concetto nomade (4 ore)
Damiano Cantone
La “suspense” cinematografica non è un semplice paradigma narrativo, ma ha implicazioni teoriche importanti per la definizione della soggettività e per la critica dei nostri schemi abituali di interpretazione.

Laboratorio seminariale (18 ore)
Annalisa Decarli e Vincenza Minniti
Il lavoro laboratoriale assumerà le lezioni a testo-pretesto, chiedendo ai corsisti di individuare i concetti fondamentali, che verranno raccolti in agenda come parole-chiave da elaborare insieme. Ogni partecipante verrà anche invitato a porre in relazione i concetti selezionati con le proprie esperienze personali.

sito web:
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