Oltre 2800 i richiedenti asilo in Regione, le cifre fornite dall’Assessore Torrrenti

14.9.15 | 23.00 – Sono attualmente 2.832, nella nostra Regione, i richiedenti asilo ospitati nello SPRAR e nelle strutture temporanee, una cifra che corrisponde alla quota prevista per il nostro territorio dalla ripartizione nazionale dei profughi. Queste sono le cifre sono state fornite dal consigliere triestino del Pd Franco Codega dopo l’audizione dell’Assessore regionale Torrenti in VI Commissione consiliare.

Pur esistendo già da maggio un piano di distribuzione con quote previste per ciascun ambito socio assistenziale della regione, in alcune realtà si assiste ad una risposta negativa».
Il risultato è il sovraffollamento delle città capoluogo: Trieste, Gorizia e Udine e la impossibilità di garantire un posto letto per tutti. Questo spiegherebbe i soggetti vagolanti sul territorio.

«La situazione del Friuli Venezia Giulia, valutata nel suo complesso – ha detto Torrenti – è caratterizzata da un non soddisfacente sviluppo dell’accoglienza diffusa e dall’esigenza urgentissima che questa abbia un ulteriore incremento per dare sollievo ai comuni capoluogo».

Pur preoccupato dell’accelerazione del quadro internazionale, Torrenti si è dimostrato fiducioso delle prospettive dovute alla scelta europea di assorbire dall’Italia un certo numero di profughi.

«Il problema deve essere affrontato in maniera seria – ha detto l’Assessore – assieme ai territori che offrono una cornice adeguata all’accoglienza, per intervenire senza la pressione dell’urgenza e dell’emergenza. E proprio perché si vogliono evitare interventi d’autorità, si chiede con maggior forza a soggetti pubblici e privati di segnalare urgentemente alle »Prefetture o alla Regione tutte le possibilità di accoglienza».

Torrenti ha sottolineato che: «è possibile rassicurare la popolazione dal punto di vista dell’impatto sanitario dei profughi sul territorio – e ha precisato che – siamo in un momento in cui la nostra regione, con il Paese e tutta l’Europa, deve iniziare una riflessione su ragioni, obiettivi e modalità di una gestione dei profughi che non potrà continuare a essere di emergenza ma che – ha concluso – diventerà strutturale e presenterà conseguenti esigenze di integrazione».

 

Marco Bonini

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