Piano regolatore portuale di Trieste, arriva il parere positivo del governo Renzi: chiuso un iter iniziato nel 2009

19.8.2015 | 13.48 – “Una svolta strategica”. Questo il commento della presidente della Regione Debora Serracchiani alla notizia che il ministro dell’Ambiente e della tutela del mare, Gian Luca Galletti, e il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, hanno espresso parere positivo sul “Piano regolatore portuale di Trieste“, decretando la compatibilità ambientale del documento proposto dall’Autorità portuale, che dopo quasi sessant’anni propone un nuovo sviluppo dello scalo attraverso una riconfigurazione dell’infrastruttura e un moderno assetto funzionale del territorio portuale al fine di creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo di attività economiche e di generare benefici alla collettività.

“Grazie a questo decreto la strada per garantire al porto di Trieste un concreto sviluppo è ormai tracciata”, ha sottolineato Serracchiani, ringraziando i due ministri per la sollecitudine nel sottoscriverlo e ricordando “l’impegno e la determinazione con cui la Giunta regionale fin dall’inizio della legislatura ha lavorato per favorire il rilancio dello scalo”.

“Siamo sempre stati convinti delle potenzialità strategiche di questa infrastruttura, la cui espansione porterà indubbi benefici all’intera economia del Friuli Venezia Giulia. Ora possiamo metterci al lavoro con più lena per realizzare le opere previste. E parallelamente possiamo continuare, con rinnovata convinzione, nell’azione intrapresa di marketing, per far conoscere il Porto di Trieste all’estero, attirandovi quote significative di traffico“, ha concluso.

Il decreto, sottoscritto dai due ministri nei giorni scorsi rappresenta l’ultimo passaggio di un iter sofferto, iniziato nel 2009, che sblocca finalmente la realizzazione di una serie di infrastrutture strategiche per la crescita e la competitività del porto. Lo scorso 26 giugno era stato acquisito il positivo parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via/Vas. Nell’ambito della procedura di consultazione sugli impatti transfrontalieri anche il Ministero dell’Ambiente e della pianificazione territoriale della Repubblica di Slovenia aveva espresso il proprio parere favorevole.

Lo scalo triestino è una “case history” a livello italiano, poiché l’Authority giuliana è stata la prima  ad attivare con successo la procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) integrata alla Via (Valutazione di impatto ambientale), prevista per i piani regolatori portuali.  Si tratta di un modello che potrà fare da apripista a molti altri porti del nostro paese.

Serracchiani e D'Agostino“E’ una vittoria di tutta la città di Trieste e della Regione – afferma il commissario dell’APT Zeno D’Agostino -. Finalmente si conclude un iter iniziato nel 2009 e poi interrotto. Il piano regolatore rivoluziona l’attività di pianificazione di uno scalo perché permette di lavorare in una prospettiva di lungo periodo. Ora possiamo guardare al porto del futuro, possiamo sbloccare la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche. Possiamo attrarre nuovi investimenti. Possiamo rilanciare l’attività logistica e industriale, divenendo credibili all’estero con un vero piano di marketing internazionale”.

“Dopo il placet ministeriale, – ha concluso D’Agostino – manca solo l’ultimo passaggio della Regione Friuli Venezia Giulia con cui dovremo siglare un protocollo d’intesa per dare sostanza alle prescrizioni presenti nel Decreto”.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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