5.6.2015 | 19.41 – Sono sempre meno i triestini che si sposano in chiesa. In base ai dati rilasciati dal Comune di Trieste, al 2004 al 2014 i matrimoni religiosi celebrati nel capoluogo regionale hanno infatti subito un crollo verticale del 37% passando da 244 a 154, mentre le unioni civili sono diminuite solo del 6% (448 nel 2004 e 421 nel 2014). Una vera e propria crisi, che si incardina in una complessiva contrazione dei matrimoni, i quali sono passati dai 692 del 2004 ai 595 del 2014 (con un picco di 758 del 2005 al quale è seguito però un calo costante, ndr) facendo registrare una diminuzione del 16,91% in dieci anni.
Ma quali sono le cause di questa “crisi delle nozze religiose”? Se una è sicuramente l’allontanamento di un numero sempre maggiore di persone dai valori cattolici, l’altra è altrettanto indubbiamente la difficile congiuntura economica. La disoccupazione e i contratti di lavoro atipici di certo non aiutano la nascita di nuovi nuclei familiari. Ma anche per chi ha un’occupazione “sicura” non sempre le cose sono facili. Infatti i costi per l’organizzazione di una cerimonia nuziale sono estremamente variabili e vanno da qualche centinaio di euro nel caso di rito civile e rinunciando a pranzi e bomboniere a decine di migliaia di euro per eventi più complessi. È sufficiente navigare tra i numerosi siti e blog dedicati all’argomento presenti in rete per farsi un’idea. Basta pensare che in genere solo l’acquisto del classico vestito bianco per lei richiede tra i 2.000 e i 7.000 euro, ai quali bisogna aggiungere una miriade di altre voci di spesa tra cui, per citarne solo alcune: acconciatura della sposa (da 200 a 500 euro), fedi (200-1.000 euro), servizio fotografico (1.000-2.000 euro), banchetto (da 80 a 100 euro a persona circa) e via così. Non c’è quindi da stupirsi se con i tempi che corrono molti optano per una sobria funzione civile mentre altri si limitino a rimare “coppie di fatto”. Chissà se la recente decisione del Sindaco Cosolini di registrare anche i matrimoni gay invertirà il trend negativo almeno per i riti civili?
Ci si sposa più tardi
Anche se è sicuramente quello più rilevante, il calo delle unioni religiose è però solo uno degli elementi di rilievo che emergono analizzando i dati del Comune relativi ai matrimoni celebrati nel capoluogo regionale nell’ultimo decennio. Per accorgersene è sufficiente passare una mattina estiva in piazza unità ad osservare lanci di riso e baci tra i flash dei fotografi, ma spulciando tra le statistiche dell’anagrafe se ne ha la conferma: i triestini si sposano sempre più in là con gli anni. Negli ultimi dieci anni l’età media degli sposi è infatti passata da 35 a 38 anni e mezzo. Per le “mule” ormai la normalità è convolare a nozze a 36 anni compiuti, mentre nel 2004 la maggior parte di loro si accasava a 33. I maschi invece aspettano mediamente oltre i 40 anni per sposarsi (41 nel 2013 e 40,4 nel 2014), mentre dieci anni fa lo facevano passati i 36. Nulla di strano, dato che i figli lasciano la casa dei genitori più tardi rispetto al passato e nella maggior parte dei casi hanno come primo obiettivo la realizzazione professionale e personale piuttosto che la creazione di una propria famiglia.
In genere il più anziano è lui
Prendendo in considerazione i 575 matrimoni dello scorso anno si scopre che solo in 60 di essi gli sposi sono coetanei (il 10,43% del totale), mentre al momento del rito più della metà dei novelli mariti (322 ovvero il 56%) ha fino a 10 anni in più della consorte, e nel 13,39% dei casi questo divario sale a oltre 20 anni. Situazione di conseguenza meno marcata per le donne. Tra le signore i casi in cui lei è più matura (fino a dieci anni in più), solo in senso anagrafico ovviamente, sono stati 108 pari al 18,78% del totale, mentre quelli in cui il divario d’età tra la sposa e il marito superava i 10 anni sono stati solo 8 (1,39%). Le statistiche tendono però a nascondere situazioni particolari che anche a Trieste non mancano. Tra quelli celebrati lo scorso anno ci sono infatti anche i matrimoni di Mario e Sonia (i nomi sono di fantasia per tutelate la privacy) nel quale lui ha ben 53 anni più della consorte e quello di Bepi e Luisa, con il marito di 22 più giovane della moglie.
Settembre è il mese preferito dalle coppie per convolare a nozze
Non ci sono invece stati grandi cambiamenti, secondo i dati del Comune, per quanto concerne il periodo preferito dai triestini per convolare a nozze. Oltre il 65% dei 7.101 matrimoni degli ultimi 10 anni è stato celebrato nel periodo estivo e precisamente da maggio a settembre. Ed è proprio quest’ultimo il mese preferito con 1.290 matrimoni, seguito da giugno (1.046) e maggio (805), mentre il più bistrattato è novembre (210).
Un matrimonio su 5 è misto o tra stranieri
Trieste si conferma inoltre punto di incontro e confronto tra etnie e nazionalità diverse. Oltre un quinto delle unioni registrate dal 2004 al 2014 è stato tra italiani e stranieri (il 16,18%) o tra due stranieri (il 5,22%). Percentuali rimaste sostanzialmente stabili negli anni dietro le quali si celano però anche episodi curiosi degni delle migliori commedie. Lo scorso anno ad esempio un consigliere comunale e il funzionario verbalizzante si sono ritrovati a celebrare un’unione tra una giovane di nazionalità cinese (la quale non parlava italiano ed era accompagnata da un traduttore che ricopriva per lei anche il ruolo di testimone) e un triestino residente all’esterno da molti anni. Nulla di strano apparentemente se non fosse per il fatto che, a causa del mancato arrivo del testimone dello sposo, si sia presentato come sostituto un altro giovane asiatico che non capiva la nostra lingua e che, a dimostrazione della fretta con la quale era stato convocato, ancora stringeva in un mano una brioche. Una situazione divenuta ancora più paradossale quando, al momento di consegnare i propri documenti, il sostituto testimone ha tentato di fuggire ed è stato inseguito dalla sposa disperata e dall’interprete, che lo hanno convinto a riprendere il proprio posto. Il tutto sotto gli occhi allibiti di chi celebrava e dello sposo.
Inchiesta di data journalism condotta da Mattia Assandri (twitter.com/Mat_Assandri)
Fonte dei dati: Comune di Trieste (elaborati) www.comune.trieste.it
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