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martedì, 4 Ottobre 2022

Biotestamento bocciato dal governo Renzi. La giunta Serracchiani: «Resisteremo»

Testamento biologico19.5.2015 | 17.59 – Il governo Renzi ha impugnato la legge regionale n. 4 del 13 marzo 2015 che voleva istituire il registro regionale per le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (Dat) e le disposizioni per la raccolta delle volontà di donazione di organi e tessuti. Un provvedimento che aveva ottenuto un largo consenso in Consiglio regionale, registrando 30 voti favorevoli, 2 astesioni e solamente 3 voti contrari, quelli di Cargnelutti, Marini e Dipiazza. Le motivazioni di questa bocciatura? La legge invade le competenze esclusive dello Stato su ordinamento civile e tutela della salute. «La legge forse può avere dei punti di debolezza, anche se per noi ha una valenza solo amministrativa – commenta l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca -. Nel merito i principi espressi ci appaiono di grande rilievo sociale e il Consiglio regionale ha ritenuto comunque importante far valere la sua potestà.  Nel merito i principi espressi ci appaiono di grande rilievo sociale. Rivendichiamo di aver posto il tema anche all’attenzione nazionale, vorremmo essere di sprone a un’iniziativa parlamentare, e dunque – annuncia – resisteremo all’impugnazione».

Come sempre in questi casi, stanno arrivando i commenti politici a questa decisione del governo Renzi. «Fin dall’inizio, nella mia qualità di relatore di minoranza sulla proposta di legge relativa alle Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, avevo evidenziato come questa normativa rappresentasse un esubero di quelle che sono le competenze legislative della Regione, suffragato in questa tesi anche dai pareri espressi dagli uffici regionali – ricorda Giovanni Barillari del Gruppo misto -. L’impugnativa da parte del Governo nazionale era nell’aria già in sede di approvazione ed era stata più volte paventata durante il dibattito».

 

Pustetto2Di parere diametralmente opposto Stefano Pustetto (nella foto qui a fianco) di Sel. «Le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) sono una battaglia di civiltà. Non essendo in possesso della sentenza integrale non discuto della sua incostituzionalità. Di certo è una legge meramente amministrativa, che istituisce un registro unico per le Dichiarazioni anticipate di trattamento, così come hanno fatto in forma autonoma numerosi Comuni della Regione (tra i quali Udine, Trieste e Pordenone), che da soli rappresentano il 40% della popolazione. Da qui – aggiunge – la necessità di codificare e dare omogeneità ai dati in un ente quale l’Azienda sanitaria rappresenta».

«L’Italia  è uno dei pochi Paesi in Europa che non ha dato risposta alle richieste dei cittadini. Il vulnus è l’assenza della politica a livello nazionale, che non ha voluto o potuto normare un tema attuale come quello del fine vita. Tra l’altro  sottolinea infine Pustetto – la legge non obbliga nessuno a rilasciare una Dat».

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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