«Avevo voglia di raccontare una storia – spiega il grande coreografo – di scrivere qualcosa di fiabesco e incantato. Probabilmente per uscire dalla routine e anche perché, come tutti, adoro i racconti. Questo balletto ricopre un’importanza particolare per me – e rivendico il termine “balletto”- poiché riunisce i 24 danzatori della Compagnia che si esibiscono sulle magnifiche sinfonie romantiche di Mahler. Storicamente anche i racconti di Grimm appartengono al periodo romantico, tuttavia, il loro stile pulito ha qualcosa di contemporaneo. Suscitare emozioni è una faccenda delicata. Ma avevo voglia di correre questo rischio, quello di creare un grande balletto contemporaneo … e romantico! Resto fedele alla versione dei fratelli Grimm, tranne per qualche variazione personale basata sulla mia analisi dei simboli del racconto. Bettelheim descrive Biancaneve come il luogo di un Edipo invertito. La matrigna è probabilmente il personaggio centrale del racconto. È proprio lei che interrogo attraverso il suo ego narcisista che non le permette di rinunciare alla seduzione e al suo ruolo di donna rendendola disponibile a sacrificare la figliastra. L’intelligenza dei simboli appartiene sia agli adulti sia ai bambini; parla a tutti, ed è per questo che adoro i racconti».

Dopo aver coreografato con incredibile ricchezza di fantasia e qualità creazioni narrative e astratte, coreografie per piccoli o grandi gruppi, passi a due commissionatigli da compagnie di assoluto prestigio (per citare solo qualche nome, il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, il New York City Ballet, la Staatsoper di Berlino…) ecco dunque un grande balletto narrativo per Preljocaj, che dal debutto continua a essere presentato con immutabile successo in tutto il mondo.
Gli eccellenti danzatori del Ballet Preljocaj – compagnia fondata nel 1984 e celebre fra l’altro per il festival che organizza ad Aix-en-Provence (dal 1996, a Aix-en-Provence, il Ballet Preljocaj organizza anche i “Goûter danse” e gli “Apéro danse” – formule conviviali per scoprire la danza contemporanea) – interpretano questo grande spettacolo attraverso un linguaggio coreografico sontuoso, che lascia spazio a tecnica e virtuosismo come pure ad espressività ed emozione, nonché a momenti che lasciano con il fiato sospeso: consigliamo al pubblico di fare attenzione – fra gli altri – all’incredibile perizia con cui viene creato il riflesso della Regina matrigna allo specchio e allo straordinario momento di “danza verticale”, acrobatica e incredibilmente inedita, con cui si rivelano in scena i sette nani.

ANGELIN PRELJOCAJ, coreografia
Nato in Francia nel 1957, Angelin Preljocaj ha iniziato a studiare danza classica prima di dedicarsi alla danza contemporanea con Karin Waehner, Zena Rommett, Merce Cunningham, oltre a Viola Farber e Quentin Rouillier. In seguito ha lavorato con Dominique Bagouet fino alla creazione della sua Compagnia nel dicembre 1984. Da allora ha creato 47 coreografie.
Angelin Preljocaj collabora con artisti come Enki Bilal, Goran Vejvoda, Air, Granular Synthesis, Fabrice Hyber, Karlheinz Stockhausen, Jean Paul Gaultier, Laurent Mauvignier, Natacha Atlas e Azzedine Alaïa. Le sue creazioni sono entrare nel repertorio di prestigiose compagnie, dalle quali riceve anche commissioni, tra le quali: New York City Ballet, Staatsoper Berlin, Ballet de l’Opéra National de Paris. Ha realizzato cortometraggi e coreografie per film. Nel corso della sua carriera Angelin Preljocaj ha ricevuto diversi premi, tra i quali: “Grand Prix National de la danse” (1992), “Benois de la danse” (1995), “Bessie Award” (1997), “Les Victoires de la Musique” (1997), la coreografia Biancaneve è stata premiata al “Globes de Cristal” nel 2009.