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martedì, 4 Ottobre 2022

Il Senato fa un regalo di Natale a Trieste, ora si puo’ spostare il Demanio dal Porto Vecchio

20.12.2014 | 8.15 – “Oggi, lo dico con emozione e grande orgoglio da cittadino prima che da politico, si apre una nuova pagina piena di opportunità per la città di Trieste. Il mio emendamento alla legge di Stabilità che sdemanializza il Porto Vecchio è stato recepito dal Governo e approvato in Legge di Stabilità“. Con queste parole il senatore del Partito democratico Francesco Russo ha reso noto quella che potrebbe rappresentare una svolta storica per Trieste e il suo porto dimenticato.

I campioni dell’immobilismo, finalmente, hanno perso – gongola su Facebook il senatore triestino -. Ora ritorna ai triestini la possibilità di progettare tutti insieme il futuro di quella che dall’abbandono di oggi deve tornare ad essere uno dei fronte-mare più belli del Mediterraneo”.

Ecco i commi aggiunti all’articolo 272:

«Il Commissario di Governo previa intesa con il presidente della Regione e con il sindaco di Trieste, adotta, d’intesa con le istituzioni competenti, i provvedimenti necessari per spostare il regime giuridico internazionale di Punto Franco dal Porto Vecchio ad altre zone opportunamente individuate, funzionalmente e logisticamente legate alle attività portuali».

«In conseguenza dei sopracitati provvedimenti, le aree, le costruzioni e le altre opere appartenenti al Demanio marittimo compresi nel confine della circoscrizione portuale, escluse le banchine, l’Adriaterminal e la fascia costiera del Porto Vecchio, sono sdemanializzate e assegnate al patrimonio disponibile del Comune di Trieste per essere destinate alle finalità previste dagli strumenti urbanistici. Il Comune di Trieste aliena, nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia, le aree e gli immobili sdemanializzati e i relativi introiti sono trasferiti all’Autorità portuale per gli interventi di infrastrutturazione del Porto Nuovo e delle nuove aree destinate al regime internazionale di Punto Franco. Sono fatti salvi i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti di concessione di durata superiore a quattro anni in vigore, che sono convertiti, per la porzione di aree relative, in diritto di uso in favore del concessionario per la durata residua della concessione. Il presidente dell’Autorità portuale, d’intesa con il presidente della Regione e con il sindaco delimita le aree che restano vincolate al Demanio marittimo».

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Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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