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domenica, 7 Agosto 2022

Allarme attentati nel porto di Trieste. Preoccupazione per l’uso di barchini-bomba

image11.9.14 | 9.00 L’informativa urgente (del 9 settembre) , in materia di terrorismo del ministro degli Interni Alfano, ha indicato l’Italia e Roma come possibili obiettivi dell’IS, (conosciuto come Isis), organizzazione terroristica di matrice islamica; anche se non ci sono, al momento, indicazioni specifiche di progetti d’attentati diretti contro il Paese, resta comunque «massima la vigilanza».

In questa ottica anche il porto di Trieste ed in particolare il terminal petroli della Siot, vengono considerati come obiettivi “sensibili”.

La Capitaneria di Porto ha segnalato alle petroliere l’esigenza di prestare la massima attenzione nelle operazioni di scarico del combustibile nel timore di possibili attentati con barchini carichi di esplosivo, tanto che sarebbero in corso in queste ore controlli in mare con motovedette, oltre ad un rafforzamento dei dispositivi di controllo a terra.

Il Terminale Marino Siot con una media annuale di 420 navi sbarcate e 35 milioni di tonnellate di greggio movimentate, rappresenta il 75% dei traffici del Porto di Trieste e il principale scalo petrolifero italiano.

Sussiste il timore del ripetersi di un attacco come quello avvenuto nel 2000 nel porto di Aden, dove un barchino esplosivo colpí l’incrociatore americano USS Cole, provocando il quasi affondamento della nave e la morte di 17 marinai.

Nella memoria nei triestini più maturi é sicuramente ben vivo il ricordo dell’attentato, rivendicato dall’organizzazione terroristica “Settembre Nero”, che nell’agosto del 72 provocò l’esplosione e il successivo incendio del greggio contenuto in alcuni serbatoi della “tank farm ” di San Dorligo.image

Il gigantesco rogo bruciò per parecchi giorni impegnando centinaia di Vigili del Fuoco.

Marco Bonini

(riproduzione- riservata)

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