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sabato, 1 Ottobre 2022

Piu’ ombre che luci ad un anno dal “regolamento movida”

13.8.14 |21.00 – ​Ad un anno dall’ introduzione del tanto discusso “Regolamento Movida”, l’amministrazione comunale di Trieste oggi ha voluto fare il punto della situazione.

movidaFabiana Martini, vicesindaco con delega alla Sicurezza predica la pazienza — ​«Un anno è un periodo troppo breve per poter dire se l’introduzione di questo regolamento ha funzionato, perché ciò che conta, e che rende il provvedimento veramente efficace, è creare cultura e per questo ci vuole tempo. Come ad esempio è avvenuto con l’introduzione del divieto di fumo nei locali o dell’obbligo delle cinture di sicurezza: a  lungo andare hanno contribuito a promuovere una cultura della salute da una parte e della sicurezza dall’altra, ma il processo non è stato immediato. Occorre dunque pazienza e lo dico con la consapevolezza che i nostri concittadini che abitano nelle zone più sensibili ne hanno avuta già tanta: da parte nostra garantiamo l’impegno a non abbassare la guardia e a rivedere, di concerto con gli uffici, gli aspetti più deboli di questo strumento, ovvero i tempi in cui può essere imposta la chiusura del locale, che scatta dopo la terza sanzione (in questi primi dodici mesi ha riguardato due esercizi, un altro è in attesa di notifica), assieme all’entità esigua della sanzione».​

Sono state in totale 46 (45 elevate dalla Polizia Locale e una dalla Polizia di Stato) le violazioni accertate in questi primi dodici mesi: 42 riguardano le diffusioni sonore udibili all’esterno dell’attività in orario non consentito; due la mancata esposizione del cartello indicante l’orario di effettiva apertura dell’attività; una l’art. 5, cioè la pubblicizzazione dell’offerta speciale relativa alla somministrazione di alcolici dopo le ore 22.
​ Le 45 sanzioni derivano da 469 controlli effettuati quest’anno a fronte di 693 richieste d’intervento ricevute, a dimostrazione della presenza costante della Polizia Locale sul territorio, in particolare in quelle zone dove la concentrazione di locali è maggiore e più difficile la convivenza tra funzioni residenziali e attività di svago. Controlli che tuttavia non hanno riguardato solo le infrazioni al “Regolamento Movida”, ma più in generale disturbi provenienti da attività commerciali e similari, e hanno prodotto oltre cento verbali.

Chi sembra avere le idee più chiare in merito ad una reale efficacia del “regolamento Movida” sembra essere il Questore Padulano che, anche sulla base dei problemi riscontrati nella zona di Via diaz e via Cadorna, aveva voluto incontrare anche il presidente della Fipe Bruno Vesnaver, richiedendo di farsi tramite con i gestori dei locali per cercare di controllare il fenomeno.

Anche l’assessore allo Sviluppo Economico, Kraus si è soffermato sulla collaborazione con la Fipe  : «Oltre ai controlli collaboriamo molto attivamente con la Fipe affinché intervenga nei confronti dei propri associati. È anche nel loro interesse cercare di limitare chi non rispetta il regolamento, poiché la stragrande maggioranza degli esercenti rispetta gli orari ed i comportamenti dei quali ci siamo dotati. Scaricare le colpe su tutta una categoria per colpa di alcuni singoli non piace a nessuno. Bisogna continuare a tenere alto il livello dei controlli e chi non rispetta il regolamento dev’essere sanzionato: con i recidivi tolleranza zero».

In generale e come evidenziato in altre occasioni, sembra esistere una visione differente nella gestione dei pubblici esercizi, da una parte una realtà fatta di ristoranti, trattorie e locali con clientela, più “matura” e con una certa disponibilità economica, dall’altra una visione  forse più “semplice” fatta di un’aggregazione che avviene per la gran parte all’esterno dei locali e con gli avventori in piedi.

Che il fenomeno debba essere monitorato è indubbio, applicazione dei regolamenti certo, ma importante che questi siano attivamente “gestibili”, e perchè no, controlli e sanzioni, ma è anche vero che la società cambia con una velocità  tale che la “cultura” spesso fa fatica a capire e recepire i cambiamenti che intervengono.

Marco Bonini

(riproduzione-riservata)

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