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sabato, 3 Dicembre 2022

INTERVISTA A MATTEO GALLO

20-12-2013 INTERVISTA A MATTEO GALLO, CAPITANO TRIESTINO DELLA GEMINA SCHERMA

C’è chi uno sport lo sceglie per tradizione di famiglia, per emulare qualche divo in televisione, o per il semplice fatto di stare in compagnia; c’è poi qualcuno che capisce immediatamente quale sia lo sport fatto apposta per lui, dalle emozioni e dalle sensazioni che prova sin dal primo giorno.
E’ questo il caso di Matteo Gallo, biondo capitano della Gemina scherma e portabandiera della nostra città, una predilezione per le armi avuta da quand’era bambino che lo ha portato in pedana a duellare con i migliori atleti di tutta Europa.
Allora Matteo, raccontaci un po’ la tua storia. Quando hai iniziato e cosa ti ha spinto verso questo sport?
“E’ iniziato tutto un po’ per caso otto anni fa. Solitamente i ragazzi scelgono degli sport di gruppo, a me invece andava di fare qualcosa di diverso. Al contrario di molti altri non mi sono avvicinato alla scherma per seguire le orme di amici o parenti, è stato un amore a prima vista; cercavo uno sport di combattimento e -cosa fondamentale- che fosse singolo, dove tutto dipendesse solamente dalle mie forze, fisiche e mentali. Una volta impugnata la sciabola non ho avuto dubbi, era lo sport adatto a me, così mi son preso e sono andato a bussare alla palestra di San Giorgio di Nogaro, e lì è cominciata la mia avventura a livello agonistico.”
Una carriera costellata di ottimi risultati, il tuo curriculum parla chiaro..
“Sì, io ho iniziato un po’ tardi rispetto agli altri, al secondo anno cadetti, ma i risultati si sono visti abbastanza presto. Nel 2011 è arrivato il primo bronzo ai campionati italiani individuali per la categoria under 20 e qualche mese dopo sono arrivato fino ai quarti di finale nella coppa del mondo disputata in Francia, a Dourdan. Sono stati due piazzamenti sorprendenti quanto inattesi, che mi hanno dato una notevole iniezione di fiducia, una carica che mi ha spinto fino alla convocazione per il ritiro degli azzurrini, una soddisfazione non da poco.. Il 2012 era cominciato altrettanto bene, con due piazzamenti ai quarti di finale nella coppa del mondo di Budapest e nella coppa Italia, ma un infortunio alla caviglia mi ha fermato sul più bello costringendomi a chiudere prematuramente la stagione.”
E siamo ai giorni nostri.. Che anno è stato quest’ultimo?
“La stagione appena conclusa è stata ricca di soddisfazioni, anche se difficilmente tendo ad accontentarmi.. Sono arrivato decimo a Brindisi nei campionati italiani under 23, terzo nella prova di qualificazione Open zona nord e quinto nel circuito europeo a Budapest; certo sono dei buoni risultati, ma onestamente puntavo più in alto, affronto ogni gara con l’obiettivo unico di vincere, di salire un gradino per volta, e quando si perde per una stoccata brucia.. Poi per fortuna è arrivata la gioia più grande, il titolo italiano a squadre di serie A2 conquistato assieme ai miei compagni; è stata una grande vittoria perché eravamo la squadra più giovane, siamo partiti come outsider e ci siamo ritrovati in finale contro il Giardino di Milano, una tra le società più blasonate in tutta la penisola. Essere il capitano di questa squadra mi rende molto fiero, alla 45a stoccata -quella decisiva- l’emozione è stata enorme.”
Obiettivi e progetti per il nuovo anno?
“L’obiettivo di quest’anno è quello di proseguire su questa strada, lavorando duramente e facendo tesoro delle esperienze anche negative fatte sino ad oggi. La stagione riprende a gennaio con la preparazione atletica, poi ci saranno due ritiri dove ci prepareremo per le prime gare di febbraio. Gli appuntamenti più importanti sono le due prove Open degli assoluti che si terranno a Ravenna, anche se il clou arriverà appena il prossimo anno con i campionati italiani, una manifestazione fondamentale perché consente di guadagnare punti preziosi per scalare il ranking nazionale. Per il futuro il sogno è certamente di entrare nei quattro che disputano la coppa del mondo degli assoluti, anche se soffiare il posto a Montano e soci è un’impresa quasi impossibile; il livello della sciabola maschile in Italia è molto elevato e ha una grande storia alle spalle, basti pensare al numero di medaglie che ci regala ad ogni Olimpiade..”
Cosa ti attrae di questo sport? Cosa lo rende la tua passione?
“La cosa che mi piace particolarmente è il momento in cui ci si toglie la maschera, l’attimo in cui fai i conti con te stesso. Sei tu e nient’altro, a raccogliere una soddisfazione o a rimpiangere per l’ultimo punto perso. Il bello della scherma è proprio questo, i meriti e le sconfitte sono personali, non esistono scuse o giustificazioni, tutto dipende semplicemente da te. E’ una sensazione che dà i brividi ogni volta..”

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