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venerdì, 30 Settembre 2022

Diritto allo studio, 200 studenti in corteo: lancio di uova colorate contro il Consiglio regionale

CRONACA L’Uds: «Ripresenteremo una nuova legge, interamente scritta da noi»

15.11.2013 | 19.32 – “Oggi noi studenti abbiamo manifestato per le strade e per le piazze di Trieste e di tutta Italia per chiedere un vero diritto allo studio, un concreto welfare studentesco, per degli stage che non sfruttino gli studenti e per far sentire il nostro no verso tematiche che riteniamo importantissime, seppure esterne al mondo della scuola, come la Tav e i Cie”.

Inizia così il lungo comunicato, pubblicato sul sito dell’Unione degli studenti del Friuli Venezia Giulia, che spiega le ragioni della protesta.  

Una manifestazione che ha coinvolto circa 200 giovani e che ha registrato anche alcuni momenti di tensione. Uova piene di vernice sono state infatti scagliate contro il palazzo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e le forze dell’ordine schierate in piazza Oberdan. Sull’episodio è arrivata anche la denuncia del Sap, il Sindacato autonomo di Polizia. “Gli operatori di polizia sono stati fatti oggetto di lanci di uova piene di vernice, da parte dei soliti “antagonisti” vicini ai “centri sociali”, che evidentemente non perdono l’occasione di sfruttare tematiche e rivendicazioni magari condivisibili, per rendersi poi responsabili di azioni deprecabili – si legge nelle nota -. Una prova di saper mantenere i “nervi saldi” quella di oggi, da parte degli operatori di Polizia, che però non deve lasciar spazio a giustificazioni ad azioni come quelle viste stamane, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare in maniera democratica e che danneggiano gli stessi studenti che magari vorrebbero poter dimostrare il proprio disagio in modo civile“.


E infatti non c’è solo la protesta. “Ci sembra vergognoso che il welfare studentesco nella nostra regione sia pressoché inesistente – sostengono gli studenti dell’Uds -: è importantissimo garantire a tutti, indipendentemente dalla situazione economica delle famiglie, il libero e pieno accesso alla cultura. Bisogna abbattere il classismo nelle scuole, dare le stesse opportunità a tutti, e una legge regionale come quella ora vigente ( che risale al 1980!) non è assolutamente sufficiente”.

“Noi abbiamo delle proposte – dicono i ragazzi -: abbiamo presentato e ripresenteremo al Consiglio Regionale una nuova legge, interamente scritta da noi, e premeremo perché venga approvata. Per sottolineare l’assenza del diritto allo studio in regione, abbiamo distribuito un gran numero di libri agli studenti per liberare la cultura e riportarla in strada, slegata dalle logiche di mercato e gratuita. Abbiamo poi posizionato i libri davanti al cordone di Polizia per rispondere cultura alla repressione” (la foto della Polizia davanti al palazzo della Provincia è di Sergio Paoletti).

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