Giorno della memoria, insulti allo scrittore Pahor e minacce alla comunità slovena

CRONACA Il Teatro stabile sloveno imbrattato da scritte razziste e minacce al Centro italo sloveno

28.1.2013 | 21.57 – Nella giornata della memoria, mentre le istituzioni si stringevano assieme ai cittadini nel ricordo degli orrori delle persecuzioni razziali avvenute durante la Seconda guerra mondiale a Trieste si sono verificati episodi che andavano in direzione opposta. In una città caratterizzata da sempre dalla convivenza di culture e nazionalità diverse a emergere sono stati purtroppo ancora una volta l’odio e il risentimento di quei pochi che al dialogo preferiscono gli insulti e le offese.

«Una società sana deve essere in grado di trarre insegnamento dagli errori e dagli orrori del passato – queste le parole del sindaco Cosolini durante la cerimonia alla risiera di San Sabba -, da questi deve costruire la sua identità e la sua etica basandosi sui valori di dignità, libertà, democrazia e uguaglianza. Tutti, dobbiamo impegnarci – noi politici per primi – a mantenere alti questi valori morali ed evitare che ritorni l’antisemitismo e la xenofobia».
Quelle del sindaco di Trieste appaiono però come idee che non tutti sembrano condividere nel capoluogo giuliano, visto che la notte prima sono comparse scritte razziste sui muri del Teatro stabile sloveno. Ingiurie, come la scritta “Pahor kapo”, rivolte appunto allo scrittore Boris Pahor il quale ha ricordato che durante le persecuzioni razziali sono stati deportati, oltre agli ebrei, anche 3 milioni di prigionieri politici e per queste affermazioni è stato accusato inoltre di antisemitismo. Il teatro di via Petronio è stato imbrattato con un’altra scritta “Noi siamo smemorati” accanto alla quale c’era una croce celtica, simbolo che compare a fianco di entrambe le frasi.

Questo l’episodio più evidente di deturpamento dei simboli della cultura slovena, ma purtroppo non è l’unico verificatosi in questi giorni. Infatti, ieri al Centro italo sloveno nella cassetta postale è arrivata una busta contenente polvere bianca e una lettera con frasi deliranti e minacciose.

Il centro multiculturale nella giornata della memoria organizza proiezioni di film sulla Shoah e quello di quest’anno non è il primo episodio razzista che capita. Due anni fa è stata colta in fragranza una persona con una bottiglia incendiaria contenente benzina e con uno stoppino nel soprabito, mentre recentemente alla sede dell’associazione era stata recapitata una busta contenente una pallottola.

Il responsabile coordinatore del Centro, Luciano Ferluga, ha espresso la sua «solidarietà agli ambienti oggetto di provocazioni e in particolare all’oltraggio arrecato con le scritte del cognome dello scrittore e prof. Boris Pahor icona vivente che rappresenta un secolo della storia tormentata della nostra città ».

Gli episodi razziali accaduti a Trieste durante le celebrazioni del giorno della memoria sono manifestazioni di un odio ancora acceso in una città che ha vissuto in prima persona gli orrori delle Seconda guerra mondiale, ma che non trovano nessuna giustificazione e non possono in alcun modo passare inosservati e impuniti. Perché come ha giustamente ricordato il sindaco Roberto Cosolini: «La diversità degli aspetti dell’essere umano costituisce una ricchezza per qualsiasi comunità, non dobbiamo permettere che l’intolleranza intacchi la convivenza civile tra le persone».

Nicole Mišon

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