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domenica, 25 Settembre 2022

Ok alla fusione fra Hera e AcegasAps, sboccia una multiutility da 4,5 miliardi

ECONOMIA Perissinotto e Pillon nel board di quello che dovrebbe diventare il primo operatore italiano per rifiuti trattati

16.10.2012 | 11.59 – Le assemblee dei soci di Hera e di Acegas-Aps ieri hanno dato l’ok alla fusione fra la multiutility emiliano-romagnola e quella collegata ai comuni di Padova e Trieste. Tecnicamente si tratterà di una fusione per incorporazione di AcegasAps Holding Srl in Hera Spa, una operazione varata con il 99,96% dei consensi. Nasce così la seconda realtà nazionale nel settore delle multiutilities, una realtà da 4,5 miliardi di euro, 750 milioni di margine industriale e 140 milioni di utile netto. «Saremo il primo operatore italiano per rifiuti trattati, il secondo per volume d’acqua venduto, il terzo nella vendita di gas e il quinto nella vendita di energia elettrica», ha confermato il presidente di Hera, Tommaso Tomasi di Vignano.

La fusione sarà operativa dal 1° gennaio 2013. Hera acquisirà il 62,69% del capitale sociale di AcegasAps e lancerà un’offerta pubblica sulla restante quota delle sue azioni. I Comuni di Padova e Trieste faranno parte del patto di sindacato che attualmente blinda (con il 58,84%) il controllo della multiutility. Nella compagine azionaria è previsto anche l’ingresso del Fondo strategico italiano, controllato dalla Cassa depositi e prestiti con il 6% circa.

I sindaci degli oltre 180 comuni soci puntano in futuro alla riduzione del numero – fino a 15 nella primavera del 2014 – dei consiglieri nel board di Hera. Attualmente passano da 18 a 20 con l’ingresso di due rappresentati dell’incorporata Acegas: Giovanni Perissinotto (nella foto, ex ceo di Generali) e Cesare Pillon, amministratore delegato di AcegasAps. Entro 12 mesi è previsto anche l’ingresso di un consigliere in quota Cassa depositi e prestiti.

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