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martedì, 6 Dicembre 2022

Infedeltà coniugale dai risvolti kafkiani nel film russo “Izmena” in concorso a Venezia

CINEMA Il regista Serebrennikov: «È una storia di passione, destino e morte che trae spunto da un’esperienza personale»

30.8.2012 | 18.27 – Un uomo e una donna si conoscono per caso e vengono a sapere che i loro rispettivi coniugi sono amanti. La scoperta li spinge a fare cose che non avevano mai osato prima. È questo il filo conduttore, a volte debole se non fosse per la bravura degli interpreti, del lungometraggio in concorso a VeneziaIzmena” (Betrayal – Il tradimento) del russo Kirill Serebrennikov con Franziska Petri, Dejan Lilic, Albina Dzhanabaeva e Arturs Skrastins.

Le relazioni uomo-donna nella cupa atmosfera ex sovietica in cui prevale un senso di solitudine e abbandono sono modellate dalla mancanza di rapporti umani, dalla paura di rimanere soli. La storia nella prima parte della pellicola è forte e ricca di colpi di scena che stupiscono, ma arriva a un culmine dopo il quale si perde il senso narrativo e si è lasciati in balia di una serie di eventi poco chiari tra personaggi e atmosfere kafkiane che poco aggiungono alla trama se non creare un senso di confusione.

Il tutto culminante con una specie di morale al contrario, ovvero, chi subisce poi fa subire, con le immaginabili conseguenze in quella che si potrebbe definire un’infedeltà logica.

La pellicola è stata presentata oggi ufficialmente alla stampa come, nelle parole dello stesso regista, un «disaster movie incentrato sull’infedeltà coniugale, forza trainante della storia». Il regista russo ha spiegato che la vicenda trae spunto da un’esperienza personale: «È una storia di passione, destino e morte – ha spiegato Serebrennikov – in cui la trama dei personaggi è ridotta ai minimo, non vengono resi noti nemmeno i loro nomi. Essi diventano lui, lei, la moglie di lui e il marito di lei».

Massimo Tommasini

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