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lunedì, 15 Agosto 2022

Caso Morosini morente, il direttore del Piccolo porge le scuse

Ieri l’appello della famiglia a non riproporre più le immagini di Piermario morente
Oggi l’ultimo viaggio del “Moro” da Pescara a Bergamo, passando per Livorno

17.4.2012 | 14.14 – A distanza di due giorni dalla pubblicazione in prima pagina della discussa foto di Morosini morente, il direttore del quotidiano triestino interviene sulla carta stampata. Paolo Possamai infatti ha risposto alle molto lettere, alcune delle quali pubblicate, di critiche verso quella scelta impopolare.

Ieri sul giornale c’era stato l’intervento del filosofo Rovatti a difesa dell’operato del giornale. Il vicedirettore Alberto Bollis sulla pagina Facebook si era scusato. Ma questo al popolo di internet non era bastato. Le frasi e le parole di Rovatti non erano di facile comprensione e affrontava il tema della morte con idee non condivise dai lettori, che chiedevano anche che le scuse del vicedirettore  fossero pubblicate anche sull’edizione cartacea e sul sito internet del giornale.

Proprio ieri, una nota della società calcistica livornese riportava l’appello della famiglia Morosini affinchè i media la smettessero di pubblicare foto e video di Piermario morente e soccorso.

Così oggi il direttore ha voluto dedicare tutta la pagina 37 del Piccolo, segnalazioni, alla vicenda. 
«La foto di Piermario Morosini pubblicata domenica sul Piccolo rappresenta una “nefandezza” secondo l’opinione di tanti e tanti lettori – scrive Possamai – ne vogliamo dare conto e desideriamo ragionare in pubblico con questa nota».
Il direttore, come il suo vice, spiega che la differenza tra la sua testata e quella di altri giornali sta nella scelta di aver pubblicato la foto sulla prima pagina e non all’interno.
Sottolinea, proponendo altri esempi di foto crude e film con scene agghiaccianti, che «di sicuro non abbiamo inteso speculare sulla morte di Morosini. Ma abbiamo commesso un grave errore non sapendo interpretare la sensibilità di quanti hanno visto nell’immagine una violenza gratuita a loro stessi e alla dignità del ragazzo morente».
«Di questo – conclude Possamai – non possiamo non portare la colpa e non chiedere scusa».

Sotto la nota poi sono riportate alcune delle numerose lettere di critica giunte alla redazione negli ultimi due giorni.

Intanto proprio in queste ore l’auto che porta il feretro di Morosini da Pescara sta per giungere al Picchi di Livorno. L’ultimo giro di campo del “Moro” sarà applaudito con commozione dai suoi compagni e i suoi ultimi tifosi, che hanno chiesto e ottenuto il ritiro della maglia numero 25 e l’intitolazione della curva a Piermario. 

Poi, dopo un breve rito religioso, l’auto porterà Morosini nella sua città natale, Bergamo, dove ad attenderlo ci sono tifosi atalantini, la cui curva sarà intitolata a Piermario come quella di Livorno, con familiari e amici per l’ultimo saluto ad un campione che, dopo quest’ultima sfortuna, non si rialzerà più.

Emanuele Esposito 

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