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domenica, 4 Dicembre 2022

Le Regioni a Statuto speciale compatte contro Monti

Sandra Savino: «Abbiamo trovato un’importante intesa sulle modifiche al decreto “Salva Italia”»

1.2.2012 | 11.50 – Le Regioni a Statuto speciale marciano di comune accordo per ottenere dal Governo Monti una serie di correzioni al decreto “Salva Italia”, in modo da evitare sperequazioni a loro sfavore rispetto alle Regioni ordinarie. È questo l’esito della riunione tra gli assessori alle Finanze delle Regioni a Statuto speciale, che si è svolta ieri a Roma nella sede della Sardegna, alla quale ha preso parte per il Friuli Venezia Giulia l’assessore Sandra Savino.

 

Le Regioni speciali hanno messo a punto oggi una serie di proposte condivise di modifica al disegno di legge di conversione del decreto “Salva Italia” su due questioni cruciali: le accise sull’energia elettrica e la nuova IMU. Si tratta di questioni già individuate dal Friuli Venezia Giulia e inserite nella memoria consegnata nei giorni scorsi ai parlamentari regionali. «Abbiamo raggiunto oggi – ha detto l’assessore Savino al termine della riunione – un risultato importante, trovando un punto di intesa sulle modifiche al decreto, in modo da presentarci uniti con alcuni emendamenti condivisi. Il contributo del Friuli Venezia Giulia, in particolare sul problema dell’IMU, è stato oggi determinante». «Il momento che stiamo attraversando – ha aggiunto Sandra Savino – richiede senso di responsabilità da parte di tutti, ma la guardia delle Regioni autonome deve restare alta, per difendere le loro prerogative sia nei confronti delle tendenze centraliste del Governo, sia nei confronti delle Regioni ordinarie, con le quali deve essere recuperato un rapporto corretto, evitando letture distorte della specialità».

Proprio per questo è stata ribadita, nel corso della riunione, la necessità di un incontro urgente dei presidenti delle Regioni speciali con il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per evitare che all’interno dell’organismo rappresentativo delle realtà regionali i rapporti si vadano sfilacciando e deteriorando. Gli emendamenti proposti oggi hanno come obiettivo quello di evitare una discriminazione a danno delle Regioni speciali e dei loro cittadini. Nell’aumentare l’accisa sull’energia elettrica, il Governo non ha infatti tenuto conto che nelle Regioni Speciali, diversamente da quelle ordinarie, non era stata abolita l’addizionale provinciale e comunale. Inoltre, con il successivo decreto sulle liberalizzazioni, si obbligano le Regioni speciali a versare allo Stato il surplus della compartecipazione sull’accisa così aumentata. Per quanto riguarda l’IMU, con il decreto “Salva Italia” ai Comuni delle Regioni a Statuto speciale, diversamente da quelli situati nelle Regioni ordinarie, non spettano più i rimborsi compensativi garantiti dallo Stato dopo l’abolizione dell’Ici sulla prima casa.

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