«Che dolore non vedere Parigi dall'alto», Rosenwirth racconta il suo viaggio in scooter contro le barriere architettoniche

  • CULTURA Problemi per salire sulla Torre Eiffel. «In Spagna invece mi hanno accolto benissimo» dice il 43 enne che pensa già alla prossima avventura: la Scandinavia
  • 29.7.2012 | 13.13 - «Se si vuole, si può». Così Rosenwirth sintetizza il suo viaggio, intrapreso in sella al suo scooter-trike. I numeri? 7244 km, 50 giorni, 20 città, 9 paesi, un uomo. Pietro Rosenwirth è l’uomo.

    Portatore di un handicap motorio, il 43enne è partito il primo giugno da Trieste. E ha attraversato l’Europa occidentale e centrale, con coraggio e determinazione, per raggiungere il suo obiettivo: abbattere le barriere architettoniche, per rendere il mondo a misura di qualsiasi uomo. “Viaggiare per un sogno: oltre le barriere”, impresa patrocinata dal Comune di Trieste, è giunta ormai alla terza edizione


    Decine le sottoscrizioni alla “Convenzione Onu per i Diritti delle Persone con disabilità” che Rosenwirth è riuscito a ottenere nei vari paesi. Una convenzione che Rosenwirth tiene in mano con orgoglio e speranza durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri. Mentre racconta il suo viaggio, che non è stato idilliaco, ma reale.

    “In alcune città, come Valencia - spiega Rosenwirth - sono stato accolto benissimo. Non mi hanno trattato da semplice turista, ma hanno capito l’importanza della mia missione. Sono riuscito ad amare la città, in tutta la sua totalità. La Spagna, nonostante la difficile situazione economica in cui si trova, sta investendo molto per abbattere le barriere architettoniche”.

    Cosa che non fa la Francia, ad esempio. «Sulla Torre Eiffel - racconta - i responsabili mi hanno impedito di superare il primo livello, sostenendo che non era abbastanza sicuro. E così, dopo interminabili ore di fila - causa mancanza di corsia preferenziale - non ho nemmeno potuto vedere Parigi dall’alto. Mi sono sentito male fisicamente, a causa di questa discriminazione».

    Un episodio non isolato. Purtroppo. Un’esperienza che ha fatto crescere in Rosenwirth la volontà di cambiare le cose. «Ho visto fame e desiderio di cambiamento negli occhi delle persone disabili che ho incontrato», spiega. Un cambiamento che - Rosenwirth ne è sicuro - può però concretizzarsi. Con il piccolo contributo di tutti. Su www.handytrike.eu, il diario di viaggio di quest’uomo. Che non si ferma. Nel 2013 ha in programma la partenza verso la Scandinavia. Per far sì che il sogno per cui viaggia diventi realtà. E il sogno è la possibilità di andare, nonostante e oltre i limiti che ciascuno di noi ha.

    Stefania De Bastiani

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