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LAVORO
Spending review, sindacati pronti allo sciopero anche in regione
- LAVORO Franco Belci della Cgil: «A rischio il sistema sanitario nazionale: Monti paralizza così la pubblica amministrazione e le università»

- 5.7.2012 | 12.57 - «La spending review del governo Monti si rivela ogni giorno di più per quello che è: un insieme di tagli lineari che colpiscono soprattutto Sanità, Pubblica Amministrazione e Istruzione, senza alcun progetto di riforma e di razionalizzazione che pure Cgil, Cisl e Uil avevano concordato con il Ministro competente». Dura presa di posizione oggi da parte del segretario regionale della Cgil contro le ultime decisioni del governo che andranno ad appesantire ancora una volta le famiglie italiane. «Ciò pone un serio problema di credibilità per gli impegni che l’Esecutivo assume formalmente con le parti sociali e conferma un’impostazione che scarica ancora una volta i costi dei tagli sulle famiglie a basso ma anche su quelle a medio reddito e sui lavoratori dei rispettivi settori».
«Si mette a rischio il sistema sanitario nazionale e si paralizza la pubblica amministrazione senza alcun ragionamento sull’addensamento degli addetti nei rispettivi settori e sulla reale utilità di enti e strutture - sostiene Belci -. Appare paradossale in questo contesto il nuovo taglio al sistema pubblico dell’Istruzione e il trasferimento al privato della cifra corrispondente (200 milioni)».
Tagli quindi all'università pubblica per sostenere invece la scuola privata. Un segnale chiaro da parte del governo Monti che colpisce anche gli enti di ricerca. «Ciò rischia di avere pesanti effetti sul sistema della ricerca in Regione - attacca il segretario della Cgil -, ingessando l’attività delle università e mettendo in discussione perfino una struttura di avanguardia come l’Ogs, e può avere serie ricadute su ogni ipotesi di riassetto della Sanità regionale che, pur autonoma dallo Stato dal punto di vista finanziario, ricadrebbe ugualmente sotto i tagli dei posti letto e dei piccoli ospedali».
«Come è noto, se l’azione del governo rimanesse quella prefigurata - conclude Belci -, Cgil, Cisl e Uil potrebbero indire lo sciopero generale. Da parte nostra proporremo in quel caso una grande manifestazione regionale unitaria».