L'ironia attraverso l'obiettivo nella personale del celebre fotografo dell'agenzia “Magnum” Elliot Erwitt

  • ARTE 140 scatti che ripercorrono sei decenni di storia alla suggestiva Casa Tre Oci di Venezia. “Personal Best” è visitabile fino al 15 luglio
  • 25.6.2012 | 21.52 - Autore di alcune tra le più celebri immagini della storia mondiale degli ultimi sessant'anni, come ad esempio quella che ritrae il concitato dialogo fra Richard Nixon e Nikita Krusciov nel 1959 in cui il futuro presidente americano puntella minaccioso il dito indice sulla giacca dello stratega sovietico, Elliot Erwitt ha selezionato 140 scatti significativi della sua intera carriera, dalla metà degli anni Quaranta fino ad oggi, esponendoli in ordine sparso ma inaspettatamente armonioso nella mostra “Personal Best”, allestita nella suggestiva Casa dei Tre Oci, sull'isola della Giudecca, a Venezia.

    Inaugurata il 30 marzo, la mostra, che si concluderà il 15 luglio, ha finora registrato quasi 18mila visitatori, tra cui molti intenditori di fotografia d'autore, essendo la splendida cornice che ospita la mostra fuori dai tracciati turistici tradizionali.

    Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata al termine della seconda guerra mondiale da un gruppo di fotografi fra i quali Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, Erwitt non solo è riuscito a raccontare con piglio giornalistico più di mezzo secolo di storia, ma nelle sue immagini in bianco e nero ha saputo cogliere gli aspetti più tragici e quelli più divertenti che per caso o intenzionalmente si sono trovati davanti al suo obiettivo (le immagini a corredo dell'articolo sono del fotografo Massimo Tommasini).

    Un universo congelato in pose bizzarre, l'ironia e l'avvilimento della segregazione razziale negli Stati Uniti negli anni '50, una neonata in braccio alla madre con addosso il mantello bianco del Ku Klux Klan che guarda perplessa l'obiettivo, ma anche, icona della fotografia mondiale, l'immagine del 1949 nata dal caso e dall'occhio esperto del fotografo che ritrae la statua della dea Diana esposta al Metropolitan Museum of Art di New York mentre punta una freccia del suo arco contro un ignaro visitatore di spalle.

    Si passa poi da Marylin Monroe, Che Guevara, Jaqueline Kennedy e Fidel Castro ai celebri ritratti di cani, in cui l'essere umano viene completamente annientato, diventa una gamba, un corpo senza testa (nascosta da quella di un bulldog), un braccio che tiene un guinzaglio, per lasciare spazio agli animali a quattro zampe, per cui il celebre fotografo nutre una vera e propria passione. Senza dimenticare i trasgressivi e decisamente ironici “nudi al contrario” degli anni Sessanta e Settanta, dove l'essere svestiti è norma e viceversa.

    In un'epoca in cui non esistevano ritocco e foto digitale, gli scatti di Erwitt, sia quelli più divertenti che quelli ricchi di pathos, sono tecnicamente perfetti. Le allusioni a personaggi e oggetti della quotidianità esprimono concetti profondi attraverso rappresentazioni futili solo in apparenza, rendendolo in qualche modo il fotografo della commedia umana.

    Nato a Parigi nel 1928 da una famiglia russa di origini ebraiche, Erwitt trascorse l'infanzia in Italia e si trasferì negli Stati Uniti, prima a New York e poi a Los Angeles, nel 1939. Scrive egli stesso: “Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l'aspetto delle cose, il tuo stato d'animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l'istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla”.

    Unica fotografia a colori esposta, la più recente dell'intero allestimento, mostra il Presidente Obama con la moglie Michellesullo sfondo di una selva di schermi di telefoni cellulari e fotocamere digitali tenuti alti verso di loro, segnale del moto di cambiamento della fotografia nei decenni, da potente mezzo di comunicazione a quello più diffuso, a portata di tutti. 

    Personal Best” è stata realizzata interamente da Erwitt, e dopo il Mep di Parigi, il Reina Sofia di Madrid e l'Icp di New York, conclude a Venezia l'edizione italiana a cura di Denis Curti e prodotta da Civita Tre Venezie, con la partnership di Jacob Cohen, il cui direttore creativo Nicola Bardelle in collaborazione con l'artista ha voluto creare un concept per l'immagine del brand rivisitando alcuni celebri scatti di Erwitt, tra cui il celebrecane salterino”.

    Alessandra Ressa
     

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