«La porta dell'Occidente. Questo è per me Trieste. Fin da ragazzo...», intervista a Emir Kusturica

  • MUSICA Il regista e musicista bosniaco stasera si esibirà a Borgo Grotta Gigante con la No Smoking Orchestra in occasione di  “Karsolina 2012”
  • 22.6.2012 | 16.03 - L'artista bosniaco Emir Kusturica sarà questa sera a Trieste, a Borgo Grotta Gigante, con la No Smoking Orchestra in occasione dell'apertura di Karsolina 2012, rassegna musicale ed enogastronomica che assieme all'iniziativa “Guca sul Carso” segna l'inizio di una serie di concerti di musica balcanica firmati dai nomi più prestigiosi del genere. 

    Regista e musicista di fama mondiale
    , Kusturica ha raccontato in esclusiva a Trieste All News della sua passione per il cinema, del suo paese e dei progetti che lo vedranno impegnato sul set nei prossimi mesi. Tra i registi italiani che più stima, Fellini e GarroneLo ha incontrato per noi Alessandra Ressa.

    Cosa è cambiato in questi anni post conflitto musicalmente e culturalmente nei Balcani?

    «Sicuramente si sono aperte molte strade e opportunità con collegamenti con l’Europa».

    Il forte legame fra musica e cinema ha influenzato tutto l'Est Europeo con una fitta produzione che ormai raggiunge i festival mondiali più importanti, quali sono i suoi artisti emergenti in entrambi i campi che più stima?

    «
    Un regista dell’Europa dell’ est che apprezzo molto è Nikita Mikhalkov, che ormai fa parte della storia del cinema, inoltre vorrei fare il nome di un autore italiano che stimo, ovvero Matteo Garrone, che continua una tradizione cinematografica importante del vostro paese». 

    Quali sono invece i registi  classici, italiani e non, dai quali ha tratto ispirazione e che l'hanno poi spinto a fare cinema?

    «Fellini
    è senz'altro uno degli autori che mi ha più ispirato, ma amo, e ho imparato molto, anche da maestri come Tarkovskij e Kubrick».

    Perchè secondo lei la musica balcanica è divenuta così popolare in tutto il mondo, qual è l'ingrediente che permette di raccogliere tanto consenso?

    «
    Penso che la musica balcanica sia conosciuta e amata perché fa divertire e diventa un antidoto contro la depressione. In una parola, è una musica che fa star bene, cerca di scuotere la gente dalla tristezza della vita contemporanea e riportarla alla gioia. La nostra musica è in grado di contagiare tutti, proprio perché è un miscuglio di rock, punk, folk ,reggae, ritmi gipsy e queste diverse influenze creano energia che il pubblico sente in maniera diretta».

    Qual è il suo legame con Trieste, cosa rappresenta per lei questa città in apparenza multietnica che però rimane chiusa in un contenitore ermetico per ciò che riguarda l'integrazione?

    «
    In questa città, così vicina ai confini dei Balcani, è sempre un piacere venire perché Trieste per me è sempre stata come la porta dell'Occidente e sono venuto in questa città fin da quando ero ragazzo con la mia famiglia e sono molto legato a questa parte dell’Italia».

    Quali sono il suo film e la sua produzione musicale ai quali è più legato e perché?

    «
    Ci sono diversi film e canzoni che, a seconda del particolare momento, nonché della storia che raccontavano, hanno avuto un’importanza fondamentale nella mia esperienza e forse Underground, dove mi sono messo totalmente in gioco, ma amo molto anche a Il tempo dei Gitani, di cui ho realizzato anche una versione per il teatro per l’Opera Bastille a Parigi ed uno spettacolo che sta girando in Europa. Ma per il legame tra immagini e musica sono molto legato a Gatto nero, gatto bianco, che segna, tra l’altro, l’inizio di un nuovo ciclo con la No Smoking Orchestra».

    Che cosa ha in serbo per noi per il prossimo futuro?  

    «Sto lavorando a un film intitolato Verdiana, che sarà una produzione tra Italia, Germania e Francia».


    Alessandra Ressa



    (riproduzione_riservata) 

menu_nascosto