Al Castello di Miramare il tema dell'amore nei tre capolavori di Cranach il Vecchio

  • PITTURA Fino al 30 ottobre sono "ospitate" nella Sala della Rosa dei Venti tre opere del più grande artista del Cinquecento tedesco

  • 15.6.2012|11.30 "Sarebbe felice Massimiliano d'Asburgo di vedere nella sua dimora queste tre importanti opere di Lucas Cranach e, considerato che il 19 giugno ricorre l'anniversario della sua morte, forse ci penserà a questo importante evento". Con queste parole Rossella Fabiani, la direttrice del Museo Storico del Castello di Miramare ha introdotto la mostra "Sì dolce è il tormento", agli occhi dei visitatori ammirati dai tre bellissimi dipinti.

     

    Luca Caburlotto, soprintendente per i Beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia è intervenuto invece per sottolineare la particolarità di questa mostra che, accolta nel percorso di visita del Castello, consente al pubbico di memorizzare e capire, non solo i dipinti, ma le motivazioni che li hanno portati in questa superba "location" ottocentesca, dove l'amore romantico di Carlotta e Massimiliano fa da cornice.

    La fidelizzazione con la Fondazione Bemberg di Tolosa, dalla cui collezione provengono due dei tre dipinti, consente di continuare la precedente e fruttuosa esperienza de "Il Bacio" di Hayez. La mostra fa parte infatti di una mostra "diffusa" parte del progetto: "Viaggio in Italia, Capolavori dai Musei del Mondo", patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e prodotta dalla società Alef che porta alcune importanti opere della collezione Bemberg anche a Gradara, nelle Marche e a Bari.

    Si apre perciò un percorso che invita i visitatori alla contemplazione di opere di grande valore, ma custodite all'estero, nella cornice di suggestivi monumenti italiani e in un tour interregionale lungo il litorale adriatico.

    Philippe Cros, direttore della Fondazione Bemberg (ritratto nella foto) ha voluto riflettere sui punti di contatto tra la Fondazione, che rappresenta e che nasce da una collezione privata, ed il Castello di Miramare, sorto anch'esso come di dimora privata. Un richiamo ai forti legami tra questo luogo, la sua struttura ottocentesca che fonde l'antico e il moderno, e l'arte pittorica di Cranach, punto d'incontro tra gotico e rinascimento. Un altro importante legame si evidenzia nella vicinanza del pittore alla Corte asburgica e alla città di Vienna dove visse e lavorò per molti anni.

    Il tormento d'amore, l'amore nel suo aspetto mitologico e tragico, gli equivoci, i sensi di colpa, i rimorsi, i sottintesi degli amori, l'erotismo, il tutto raccolto in un contesto fiabesco nordico, ricco di psicologie, nel quale si scioglie anche l'iconografia protestante della Riforma, di cui Cranach propone temi e riflessioni.

    Il visitatore può ammirare Venere e Cupido, in una delle quattro versioni dell'opera, in cui la figura enigmatica della Venere nuda, ornata di gioielli e cappello, accoglie e consola il dolente Cupido che tiene in mano il favo di miele, simbolico rimando al tormento d'amore.

    Ricco di simbolismi anche Il Vecchio innamorato o Gli amanti, (ritratto nella foto) gioiello di olio su tavola che esemplifica lo stile di Cranach e svela in questa rappresentazione caricaturale l'amore interessato.

    A questi "masterpieces" viene aggiunta l'opera di proprietà della Galleria Nazionale d'Arte Antica triestina: Diana e le ninfe sorprese da Atteone, raffigurante la drammatica conclusione della vicenda che vede legati la dea al suo innamorato e che completa, integra e arricchisce di significati il percorso alla scoperta di questo grande autore, proponendo nuove prospettive all'originale spazio espositivo del Castello di Miramare, fulcro della grande cultura europea.

    Viviana Kus

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