Curia vescovile all'attacco: «In atto una manovra denigratoria della Chiesa tergestina»

  • CRONACA La reazione dopo la pubblicazione, oggi, di un articolo sul Piccolo: nel mirino Ravalico, Codega, Mastrociani, Magnelli, Mariani e Sodaro
  • 11.6.2012 | 12.35 - Dura replica della Curia vescovile all'articolo pubblicato oggi dal quotidiano Il Piccolo di oggi dal titolo "Vita Nuova, Crepaldi critica l'operato del suo predecessore".

    "Con riferimento all’articolo apparso su Il Piccolo... a pagina 16 relativo alla lettera dell’Arcivescovo al Direttore di Vita Nuova (cfr n. 4611 dell' 8 giugno 2012) - si legge in una nota diffusa oggi - si precisa che la sopracitata lettera dell'Arcivescovo è stata scritta per confermare la fiducia al Direttore e per dire una parola di verità sulle falsità e sulle interpretazioni fuorvianti dell’articolista de Il Piccolo dott. Giampaolo Sarti, i cui articoli ormai si configurano come una manovra denigratoria della Chiesa tergestina alla quale hanno dato man forte i signori Mario Ravalico, Franco Codega, Erica Mastrociani, Silvano Magnelli, Duilio Mariani, Antonio Sodaro, che con dichiarazioni avventate non hanno esitato a strumentalizzare anche la persona di S. E. mons. Eugenio Ravignani, al quale va il rispetto e l’affetto della Chiesa di Trieste".

    "Alla base di tutto - scrive Sarti oggi sul quotidiano locale - c’è una lunga lettera, pubblicata sull’ultimo numero di Vita Nuova in difesa del direttore Stefano Fontana e dell’impostazione editoriale del giornale dopo le polemiche della scorsa settimana".

    "In quella missiva - si legge sul Piccolo - Crepaldi mette nero su bianco il suo pensiero: «All’inizio della seconda metà del 2010 (fino a quella data il giornale era sotto la direzione di Martini, ndr) il settimanale era in gravissimo deficit di bilancio - dice - con una linea redazionale lontana dalla dottrina della Chiesa cattolica e dalle esigenze di un corretto rapporto pastorale con il mondo». Dunque Vita Nuova, secondo l’arcivescovo, aveva una linea lontana dalla dottrina della Chiesa".

    Come scrive Sarti "L’editore, come noto, era Ravignani. A cui, stando alle parole di Crepaldi, sarebbe sfuggito di mano il controllo del giornale. O Ravignani stesso non lo avrebbe impostato seguendo i canoni cattolici. Insomma, un’esplicita squalifica dell’operato del predecessore". Parole che non sono piaciute per niente alla Curia vescovile. Insomma, si sta allargando la frattura all'interno del mondo cattolico triestino. 

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